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  • Bride Wars - La mia miglior nemica
di Valeria Roscioni


Doppio sogno in bianco di due anime gemelle. Che una volta tanto sono... due donne!

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Quando una vera commedia romantica fa capolino sul grande schermo si può ridere, sorridere, commuoversi un po’ e imparare anche qualcosa. Quindi con Bride Wars bisogna prepararsi a ridere, sorridere, commuoversi un po’ e imparare qualche cosa. Emma e Liv condividono lo stesso sogno da una vita: sposarsi a giugno al Plaza. Sono amiche da sempre, si conoscono alla perfezione, sono state l’una per l’altra una sorella. Poi la disgrazia: un errore dell’organizzatrice di matrimoni (perfetta Candice Bergen) fissa le due cerimonie lo stesso giorno. Ci si può sedere sulla poltrona e godersi quella piccola e accogliente sensazione di relax riservata solo a quei momenti in cui ci si trova precisamente di fronte a quanto ci si aspettava, si può giocare a rintracciare le varie declinazioni dello stereotipo del genere, o anche puntare tutto su quel fastidiosissimo per il prossimo “te lo avevo detto io che alla fine…”.
Il film di Gary Winick regge perfettamente i toni della commedia semplice e ironica al punto giusto. Senza pretese. Non stupisce, appaga. La sorpresa maggiore non sta nelle soluzioni di regia, nei testi o negli sviluppi delle due storie d’amore: sta nel fatto che la vera e unica love story che la pellicola propone è quella tra due donne. Peccato per i co-protagonisti del tutto relegati a un ruolo quanto mai marginale. Fidanzati più o meno perfetti, scompaiono del tutto al cospetto delle personalità incandescenti delle loro fidanzate. Carini e innamorati finiscono per farsi a malapena notare, e questo vale anche per il bel Bryan Greenberg. Alle soglie del 2009, care signore e signorine, gli uomini diventano un puro pretesto per dimostrare che, se è profondo, un legame tra due amiche è l’unico in grado di dare la garanzia che durerà per sempre. Proprio come succede alle coppie più affiatate, Liv ed Emma soffrono perché non possono essere del tutto felici se l’altra, che in questo è la loro autentica metà, non è felice. Ammiccando ironicamente a quel brutto luogo comune che vuole le donne mai amiche fino in fondo, questo nuovo, e innovativo, idillio amoroso è mostrato proprio attraverso la sua antitesi: la lotta, la scorrettezza, la critica che arriva dritta dritta a trafiggere i tuoi punti deboli, quelli che solo una migliore amica conosce meglio di te.
Ci voleva ritmo per rendere il continuo alternarsi di battute, dispetti e gag una girandola divertente, e Anne Hataway e Kate Hudson di ritmo ne hanno da vendere anche nei punti in cui la sceneggiatura non brilla di luce propria. Le due splendide attrici si muovono leggiadre, senza mai cadere nell’eccesso e nella caricatura, nella cornice costruita da una fotografia che soddisfa pienamente il senso estetico di noi fanciulle che sospiriamo New York da quando abbiamo imparato a pronunciarne il nome (mai in vano!) e che facilmente possiamo adorare gli abiti delle protagoniste. Anche perché, se non tutte desiderano sposarsi in un Vera Wang, ma farebbero lo stesso volentieri colazione da Tiffany, almeno un’ottima percentuale vorrebbe sapere cosa si prova a disperarsi a letto con indosso una tuta e un maglioncino di Chanel!
Questa pellicola coinvolge chi si lascia trasportare davvero e ci ricorda che chi trova un’amica trova un tesoro, una damigella d’onore e, in questo caso, anche qualcosa in più!







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