Una piacevolissima conversazione con l'editrice della GRRRžetic, la coraggiosa casa genovese che è anche spazio aperto per l'arte sequenziale più interessante e inconsueta
Una costellazione di pianeti che seguono orbite irregolari, incidentali, impazzite. Questo è quanto si evince dalle osservazione dei corpi appartenenti al sistema GRRRžetic, casa editrice generatasi da una primordiale esplosione emozionale, e (dis)ordinata da un eclettico demiurgo che si balocca sperimentando linguaggi, Silvana Ghersetti. Non ama trincerarsi dietro i confini limitanti di forme, generi, codici, che tutti affianca e contamina senza remore, e con piacevole spavalderia va esplorando gli spazi inquieti e proteiformi solcati da disegni che si fanno caratteri alfabetici, dove trame cromatiche materializzano storie. Pubblicazioni che fungono da catalizzatori cosmologici, attrattori di quanto si agita nel cangiante e schivo universo artistico italiano.
Com’è nata e qual è stata la genesi di una realtà editoriale tanto audace come quella della GRRRžetic? GRRRžetic nasce nel corpo alla fine del 2006. L’esordio è avvenuto con No Clown di Dario Arcidiacono, un’opera complessa che ha suonato per noi come una dichiarazione d’intenti. Io per prima lo trovo tanto destabilizzante quanto vuole esserlo. Perfetto, dunque! Proclama: da qui in poi aspettatevi ogni cosa. Nella mente -la mia- GRRRžetic forse è sempre esistita, bisognava solo aspettare.
Quello venutosi a formare è un catalogo caleidoscopico. Quali sono i criteri con cui attui le scelte dei volumi da pubblicare?
Non è la prima volta che mi viene rivolta questa domanda. Credo, ad ulteriore conferma dello straniamento che il nostro catalogo suscita. La risposta suona più o meno così: fin da subito ho avuto l’impressione che fossero i libri a scegliere me, piuttosto che il contrario. E sono affascinata dai progetti, dalla luce delle idee forse ancor di più che dalla loro effettiva messa in opera. A onor di cronaca le collane di GRRRžetic sono tre, e portano il nome di altrettante stelle: la prima Tsze (figlio), raccoglie al suo interno opere di artisti che, abituati di norma a operare su altre superfici, sperimentano per la prima volta la carta come mezzo espressivo. Segue due fili differenti: uno rosso, dove entra in gioco la critica sociale; e un altro nero, di natura più cupa e surreale. La seconda collana si chiama Bellatrix (la stella guerriera) ed è totalmente dedicata alle autrici donne: con uno sguardo femminile sì, ma ben lontano dal rosa confetto. Terza e ultima è la collana Atlas, che si prefigge di riproporre in nuove forme e formati opere mai dimenticate, ma mai riunite in un unico volume oppure non più ristampate per molto molto tempo, e di conseguenza ormai introvabili. Le tre con tutti i Fuori Collana del caso!
Quando vari un nuovo progetto hai già in mente un ipotetico lettore? Come te lo immagini il fruitore dei tuoi volumi?
Direi di no, il mio piuttosto è una sorta di egoistico altruismo, legato alla mia personale presunzione di regalare al mondo qualcosa che il mondo dovrebbe guardare. Immagino il lettore medio di GRRRžetic come un tipo curioso, con le diverse accezioni che questo aggettivo prevede.
Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano attualmente nel mercato italiano quando si effettua un percorso editoriale come quello della GRRRžetic?
Difficoltà di comprendonio, forse. Oltre al solito meccanismo distributivo che in Italia funziona male come in Italia funziona male tutto il resto, e non mi stancherò mai di ribadirlo. Percentuali da capogiro che mettono in ginocchio autori ed editori non sono certo un buon incentivo alla cultura. Ci fai partecipi di un ricordo che rappresenta per te un importante traguardo, una soddisfazione per l’ancor giovane casa editrice?
Volentieri. Indubbiamente le mie tre ultime - ormai prossime - pubblicazioni sono motivo di grande orgoglio, anche personale, per essermi trasformata nell’editrice di autori di cui prima ero lettrice e che, sotteraneamente, anelavo. Ti assicuro, amico mio, che si tratta di un compiacimento ineffabile. La misura della strada.
Chi segue le vostre pubblicazioni sa quanta rilevanza occupano nelle strategie di marketing gli incontri live e la partecipazione a kermesse multimediali: con quali intenti e quali esiti vengono organizzate queste iniziative?
Ho costruito il mio micro-reame intorno a questo intento… Ho fortemente voluto, ad esempio, che il mio studio non fosse solamente un magazzino o un ufficio, ma un luogo capace di trasformarsi e di aprire le sue porte alla comunicazione. L’insegna recita: GRRRžetic - sequential art space. Una volta al mese organizziamo un’esposizione, se possibile legata all’ultimo volume pubblicato e contestuale a un altro evento parallelo, spesso si è trattato di musica o video arte. Perché chi può, capisca.
Tenendo conto dei movimenti espressivi in corso, con quale di questi reputi che abbiano più affinità le realtà che proponi?
A livello editoriale, sento la comunanza più forte con realtà marginali e sotterranee, che in Italia ci sono ma non comunicano tra loro.
Puoi darci delle anticipazioni su quelle che saranno le prossime mosse della GRRRžetic?
Assolutamente. I nuovi titoli saranno tutti contemporanei alla prossima edizione di Napoli Comicon: in aprile, quindi. In primis il numero 2 di Hobby Comics, la rivista dei Superamici che prevede anche un’estemporanea uscita mediana, un numero 1.5 di dimensioni ridotte, appositamente creato per Bilbolbul, il festival internazionale di fumetto che si tiene in marzo a Bologna. Per questa terza edizione i Superamici sono stati chiamati a realizzare il manifesto/immagine dell’evento e i loro lavori saranno in mostra per un mese intero in piazza del Nettuno. Questo piccolo intermezzo sarà gratuito per tutti i visitatori di Bilbolbul, al termine del quale sarà possibile acquistarlo alla modica cifra di 2 euro, e rimarrà gratuito per chi acquisterà entrambi i numeri di Hobby Comics. Insieme uscirà Minus Habens, opera di Squaz. È un fumetto quasi teatrale, diviso in tre atti - per ognuno un colore - e completamente in rima, che affronta tematiche profonde e spaventosamente, ahinoi, attuali, sul tema della diversità. Amo molto questo lavoro, e ho serie difficoltà a distanziarmene emotivamente. E, alzo il velo per ultimo perché questa è La notizia: faremo una serie di quattro volumi insieme a Filippo Scòzzari, in un’operazione inusuale. Il materiale interno ai volumi infatti, non sarà completamente nuovo, ma allo stesso tempo sarà inedito. Mi spiego: in alcuni casi raccoglieremo disegni già apparsi in precedenza ma in forma sparsa e ormai introvabili; in altri trasformeremo in “oggetto libro” illustrazioni e riflessioni uscite diversi anni fa in cartoline a tiratura limitata. Sempre, il materiale verrà restaurato e integrato con nuove immagini dall’autore, che disegnerà aex novo anche tutte le copertine. Il primo del mazzo sarà Proverbi afghani. Poi, a ruota: Donne con i peli sul petto, I grandi perché dei bambini, e una raccolta di tutti gli Hello Poets. Come dice Filippo: riesumate i borsellini. Come dico io: cercate di rendervi conto.
Commenti (5)
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canada goose jackets ha scritto: 2011-12-20 08:59:49
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