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di Daniele Federico


A Pescara la scultura di Toyo Ito è diventata un problema imbarazzante. Ma come sempre tutto sta nella prospettiva con cui si guardano le cose

Huge Wineglass di Toyo Ito dopo l'intervento di sicurezza

“Usa, Toyo Ito, in genere elementi prefabbricati e materiali che tendono a dare una sensazione di estrema trasparenza, di quasi totale apertura. Questa sorta di leggerezza emerge nelle sue architetture per via di un qualcosa che a lui appartiene per tradizione, che proviene dalla sua cultura.
L'attività di Ito pone in primo piano la ricerca di nuove relazioni tra l'involucro e la struttura per conferire una qualità percettiva di mancanza di peso”.
fotoartearchitettura.it

Quando, nel luglio del 2004 Beppe Grillo, è venuto a Pescara per il suo spettacolo, ha come prima cosa confessato di trovarsi spiazzato:
“Voi siete l’unica città i cui cittadini continuano a dire cose bellissime del loro sindaco. Che cosa farà? Io me lo immagino che appena vede un marciapiede rotto per strada, subito si butta a ripararlo!”
In effetti Luciano D’Alfonso, uomo politico della sinistra moderata, è uno dei leader abbruzzesi con maggiore consenso e, dopo essere stato il più giovane presidente di provincia, è riuscito a convincere la sua città e farsi votare due volte consecutive per la carica di sindaco. Durante questi anni Pescara è passata dall’essere uno dei tanti centri urbani che affacciano sull’Adriatico a città che guarda all'Europa, grazie alla creazione di centinaia di opere e cantieri, strade e quartieri rinnovati, luoghi della memoria riportati a centri per la cultura. Oggi la città è più bella, moderna e dinamica; ha un'ampia e bella pineta, a breve sarà pronto il ponte sul mare, una tensostruttura camminabile che dovrà essere il simbolo della nuova città. Fino a cinque anni fa mancava un’identità forte, e in questo D’Alfonso sembra aver rintracciato il bisogno più importante: per questa ragione è sempre stato un grande sostenitore delle grandi opere.
Una delle ultime in ordine di tempo è stata la scultura dell’architetto Toyo Ito collocata, come ciliegina sulla torta, nella rinnovata Piazza Salotto, al centro della città. La scommessa, in parte persa, era quella di superare l’immobilismo e l’ignoranza della maggior parte degli abruzzesi per dare a Pescara un volto più internazionale.
Insomma, dopo pavimentazioni, lampioni e panchine, i cittadini hanno visto comparire un parallelepipedo alto circa tre metri, ricoperto da un telo di plastica grigia e accompagnato da una enigmatica didascalia, il che non ha fatto che alimentare la curiosità della gente da un lato e dall’altro le voci e le barzellette sull'artista giapponese... e sui costi dell’operazione.

Huge Wineglass di Toyo Ito

"un milione di euro per 'na fontana???
hanno proprio soldi (del popolo) da buttare..."
stefano da verona

"…In una città in cui manca una biblioteca seria..."
Andrea Sferrella

"Quegli stron... della Lafarge a Pescara pagano 700mila euro per una fontana di plastica... a Tavernola vogliono bruciare i rifiuti,
A queste aziende ed ai loro paraculi diciamo tutti forte e chiaro “fuori delle balle”
tavernola
andreasferrella.wordpress.com

Ma la storia si fa molto più interessante all’inaugurazione che avviene il 13 dicembre del 2008 con il rito ufficiale di personalità e stampa, compresi i borbottii di contorno dei passanti. Fino all’indomani mattina, con un colpo di scena degno di una sceneggiatura, il sindaco viene arrestato in un’inchiesta su presunte tangenti negli appalti pubblici. Noi abruzzesi abbiamo preso la notizia con un misto di fatalismo politico (“tanto so tutti ladri”) e di ilarità, soprattutto di chi non credeva al sindaco che faceva bella Pescara ma che, nel frattempo, la indebitava pericolosamente.

La struttura imponente ma dotata di leggera trasparenza, che parla di vino ma dalla parte di un giapponese, non ha retto. È stata sufficiente una gelata e, per colpa di erronei calcoli strutturali, lo Huge Wineglass si è incrinato pesantemente. Nella struttura di plexiglass sono comparse strane ma gradevoli crepe. Dopo un’inaugurazione sfortunata, i venti metri cubi di materiale acrilico trasparente, destinati a rubare il primato alla nave di Cascella hanno rischiato la frantumazione. In seguito Clax Italia ha dichiarato “la ripareremo noi!”, ben consapevole del disastro d'immagine che ne avrebbe guadagnato la società che ha realizzato il progetto dell’architetto giapponese Toyo Ito.

Piazza Salotto dopo l'intervento di sicurezza sulla scultura di Toyo Ito. Photo: Daniele Federico

"Il freddo non c’entra nulla e neppure il materiale
usato.
Chi l’ha realizzata non conosce le problematiche
della polimerizzazione e si spaccia per esperto"
andreasferrella.wordpress.com
Mauro

L’architetto Toyo Ito, Oscar alla carriera nel 2002, era stato chiamato a disegnare un’opera che rappresentasse la Pescara diretta verso la modernizzazione. Attualmente la fontana è rimasta ben armata di solido, pesante, buon vecchio metallo, con buona pace per lo stile leggero e virtuale di Toyo Ito la terra d’Abruzzo e i suoi cittadini sembrano aver imposto il loro stile molto più concreto e materialone. Ora la questione è: ripararla? Ricostruirla? Lasciarla armata di rinforzi metallici?

Crepe nella struttura della Huge Wineglass. Photo: Daniele FedericoIn effetti c'è chi preferisce la fontana così, e a parte il diverso impatto visivo, va notato che tutta la vicenda, impressa fortemente nell'aspetto attuale della Huge Wineglass, parla molto bene di Pescara che in quest’opera rintraccia la sua identità, quella che cerca. Gli abruzzesi sono sempre stati un po’ testoni e sospetti verso ciò che viene da fuori, ma nonostante tutto esistono spinte all'innovazione e una diffusa voglia di riscatto, di non essere catalogati sempre tra le regioni meridionali, e allora c'è chi ci prova in mezzo a mille critiche, difficoltà e immobilismo. Sebbene si rischi qualche strafalcione di percorso, diciamo che anche quello descrive bene il carattere di una città.
Insomma, a noi la Huge Wineglass piace, ora più che prima. E poi sono molte di più le persone che si fermano a guardare la scultura, divertite e incuriosite.

"Una domanda a tutti quelli che dicono naka-gata: voi cosa avreste messo al posto di Toyo Ito? O forse... siete tra quelli che credono che i soldi investiti nella cultura sono soldi buttati al vento?"
apo
primadanoi.it





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