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di Daniele Federico


Cosa riesci a leggere sul volto di una persona? Ci sono cose davvero difficili da spiegare a parole: sono sensazioni e umori, storie ed esperienze di vita, caratteri e personalità...

Close Up di Martin Schoeller

“I fotografi hanno finalmente capito che è giunto il momento di presentare al pubblico alcuni nuovi stili di ritrattistica e noi siamo totalmente daccordo con loro [...] Una cosa è chiara: i fotografi devono essere uniti se vogliono fare un passo concreto. E questo è ciò chiediamo loro e se ci pervenissero suggerimenti a riguardo sarà nostra cura renderli di dominio pubblico... “
The Photographic News, Londra, 1880

Questo vecchio estratto dimostra che “la rivoluzione del digitale è una falsa rivoluzione” (come afferma il critico Claudio Marra) e che le questioni su cui ruota il medium fotografico cambiano nella forma, ma non nella sostanza. Sebbene il digitale abbia allontanato la fotografia dalla sua pretesa autenticità nei confronti del mondo “vero”, cioè prima la fotografia partiva da qualcosa di reale per andare a finire su qualcos’altro di altrettanto tangibile (la stampa fotografica), oggi non è più necessariamente così, anzi, rimpiangiamo i vecchi album di fotografie mentre siamo sommersi da GB di archivi disordinati. Nonostante tutti questi grossi cambiamenti il progetto di Martin Schoeller ci dimostra come la fotografia possa ancora una volta partire da un elemento realissimo e scontato, come il semplice volto umano, per finire sul monitor del nostro computer in un cortometraggio magnetico, come non ci si aspetterebbe da immagini a scarso contenuto narrativo.
L’idea di partenza non ha davvero nulla di originale: un fotografo punta il proprio obiettivo sulla faccia di una serie di personaggi, concentrandosi sul tema più inflazionato, ma anche il più inesauribile della storia fotografica: il viso umano di personaggi famosi e non. In più si impegna a fotografarli allo stesso modo, su fondo neutro, pochi o nessun segno di vestiti, espressioni serie, sguardo fisso in macchina. Tanto basta, e riempire d’altro avrebbe sviato l’attenzione dalla domanda fondamentale.
“Cosa ci vedi nel volto di una persona?”

Rosario Dawson. Prince. Photo: Martin Schoeller
Close Up, ecco il nome della serie di ritratti, presenta una selezione di volti reali, imperfetti, asimmetrici. Umani.
Le immagini nel loro stile tipicamente americano appaiono patinate, tutto è molto netto, visi vissuti con una personalità marcata. Il ritmo del commento musicale aiuta a mantenere l’attenzione fissa su quei volti
minimali e magnetici che talvolta rivelano il lato inedito di alcune delle star rappresentate, perché è difficile ricordare un’altra immagine in cui Britney Spears appaia così donna. Continuando la visione ripensiamo al concetto e all'essenza della parola bellezza, Schoeller sembrerebbe identificarlo nel concetto di carattere. L'attrattiva di queste facce va oltre la presenza o meno del trucco, il loro essere armoninici e simmetrici; anzi, talvolta sono volti artificiosi.
C'è infine un altro accorgimento che rende in qualche modo speciali e stranianti i volti di "Close Up" ed è l'illuminazione. Se Martin Schoeller ha evitato di fissarsi su dei fondali monocromatici, ha tuttavia insistito su un'illuminazione flash costante, lo vediamo dal riflesso sugli occhi: due semplici flash laterali che disegnano una pupilla a forma di fessura.

Mickey Rourke. Britney Spears. Photo: Martin Schoeller
Una cosa curiosa, che poi è la magia tipica della fotografia, è mostrare certi personaggi come non li conoscevamo, svelandoci (o costruendo) lati caratteriali inaspettati. Un po’ come dire: il volto di una persona è un territorio inesplorato. E quello che io riesco a vedere è un mondo.

Mediastorm è la società che realizzato lo slideshow di Schoeller. Originariamente fondata nel 1994 alla University of Missouri School of Journalism, Brain Storm l’ha rilanciata nel 2005 focalizzandosi sui contenuti narrativi cinematici destinati alla distribuzione su diverse piattaforme. Utilizzando animazioni, audio, videa e la potenza delle immagini statiche Mediastorm ha pubblicato diversi saggi che parlano al cuore della condizione umana; vincendo premi dedicati al fotogiornalismo, Emmy Awards, Webby Awards e molti altri.
Mediastorm è sponsorizzata da washingtonpost.com.

Martin Schoeller, originario di Monaco, vive e lavora a New York. È stato assistente di Annie Leibovitz ed è giunto al successo quando, ritraendo le persone che incontrava per strada è stato notato per il forte impatto delle sue immagini. Il suo libro Close Up è stato pubblicato nel 2005 da Teneues. I suoi ritratti sono stati allestiti e collezionati da diverse realtà internazionali, incluse molte mostre in Europa e negli Stati Uniti e in molte collezioni permanenti.


Close Up
di Martin Schoeller
www.mediastorm.org

Per vedere tutte le immagine della mostra Close Up clicca qui







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