Tra biografia e ritratto il libro di Pierre Assouline diventa una testimonianza preziosa per gli amanti del fotoreportage
Il Novecento è stato un secolo straordinariamente ricco di eventi storici e di scoperte. Sono nate figure rimaste nella memoria di noi tutti, viaggiatori e studiosi scoprivano il fascino dell’Africa degli anni Venti; è stato il secolo della guerra civile spagnola tra i ribelli franchisti, i Nacionales, e i Republicanos; di eventi come la Liberazione di Parigi; è stato anche il secolo dei grandi leader, di artisti e personaggi mitici di cui tanto sentiamo la mancanza oggi: Gandhi e la sua pacifica lotta contro i comunisti cinesi, Jean-Renoir, Robert Capa. Henri Cartier-Bresson, probabilmente è in assoluto il fotografo più apprezzato al mondo, famoso per l’ossessiva geometria dei suoi scatti e per i ritratti agli uomini più influenti del suo tempo era lì in ciascuno di quei momento storici. Fu un grande uomo. Non solo bravo in ciò per cui oggi viene ricordato, ma grande viaggiatore, giornalista, artista surrealista, buddista. Fu uno di quelli che visse giorno dopo giorno, attraversando la storia da protagonista.
Per chi ama la fotografia scoprire in dettaglio la vita di HCB può essere molto interessante e persino doveroso.
L'autore Pierre Assouline ci racconta di aver incontrato il grande fotografo per la prima volta in vita sua nel 1994, inizialmente per una intervista che avrebbe dovuto riprodurre in un semplice articolo, ma che alla fine si sviluppò in un’amicizia di cinque anni.
“Henri che sapeva che stavo scrivendo una biografia, pur fingendo di non saperlo!”
Pierre Assouline
In realtà Bresson odiava le biografie, e soltanto dopo aver letto il libro capiamo che il suo modo di fotografare aveva a che vedere con tutto ciò. Sempre centrato sull’elemento umano, ma mai invasivo nella caccia al soggetto da immortalare, apprendiamo che aveva una vera e propria idiosincrasia per la messa in posa, non a caso la sua qualità principale era di limitare al massimo la propria presenza-invadenza e passare inosservato. Forse è per questo che non voleva una biografia sulla sua vita, gli sembrava una sorta di messa in posa letteraria e forse è per lo stesso motivo che il carattere umile e curioso di Pierre Assouline ha saputo scardinare questa resistenza fino a diventare amico dell’uomo soprannominato “occhio del secolo”.
“È molto difficile essere il biografo di un amico, molto appassionato ma complicato. L’amicizia non mi ha comunque impedito di criticarlo, quando era il caso. La mia ammirazione e venerazione è sempre stata critica. La vicinanza dell’amicizia è stata la fiducia necessaria per sapere cose importanti. Si fidava che i dettagli personali non sarebbero stati nell’opera.”
Pierre Assoluline intervistato da RadioAlt
Biografia di uno sguardo, tuttavia, non è esente da critiche. È sicuramente uno dei documenti più accurati e completi sulla sua vita, ma è anche vero che durante la lettura ci imbattiamo in pagine piuttosto lunghe e pesanti, dense di dettagli, scritte per dovere di completezza. Nonostante essere stata un’esistenza straordinaria, quella di HCB ha dei tratti del tutto trascurabili ai più. Ecco perché resta il genere di libro da consigliare soprattutto a chi ha la fotografia tra i suoi maggiori interessi.
Titolo: Biografia di uno sguardo
Autore: Pierre Assouline
Casa editrice: Photology - www.photology.com
Commenti (1)
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dsfdsf ha scritto: 2012-03-01 13:50:07
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