// tutti i diritti riservati ™ Alphabet City S.r.l.
E-MAIL
REGISTRATI ALLA NEWSLETTER
.Home .Visioni .Suoni .Letture .Lifestyle
RSS
22 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Comics
  • True Blood: The Great Revelation
di Federica Aliano


Dal libro, alla TV, ai fumetti. Il prequel della serie True Blood è un fumetto da leggere online che dà elementi tutti nuovi alla vicenda

Immagine

Vi abbiamo già parlato di un prequel della serie TV vampiresca più emozionante che ci sia attualmente in giro, vi abbiamo già detto che si tratta di un fumetto di produzione della stessa HBO, scritto da quel genio di sceneggiatore che è Alan Ball. Ebbene, siccome crediamo che i comic online abbiano la stessa dignità di quelli di carta, con in più la qualità di essere ecologici, oggi lo recensiamo per voi. E badate bene che con questo non vi diciamo di non comparne più, dato che anche noi siamo romantici e affetti dall’incurabile morbo del collezionismo. Diciamo solo che, nel miglior spirito della vicenda di cui vi parliamo qui, noi non abbiamo pregiudizi.
True Blood: The Great Revelation è un racconto breve, che conta solo una trentina di pagine, dal tratto molto pulito e grafico, i colori caldi che appena appena tendono al dark – senza riuscirci e senza peraltro volerci realmente riuscire. Chi volesse leggerlo, può cliccare sul sito della HBO, a questa pagina, e alla fine troverà un paio di chicche. Innanzitutto una breve intervista ad Alan Ball e poi una serie di manifesti, la campagna media dal sapore virale che era stata fatta in America per il lancio della serie. Scorrete le pagine: siamo certi che anche voi la troverete geniale.
I dialoghi sono pochi, tutto è lasciato ai pensieri del protagonista, il vampiro re della California, come contrappunto fuori campo denso di significati e interrogativi. La storia muove i passi poco dopo l’invenzione del Tru Blood da parte di scienziati umani in Giappone, e la conseguente commercializzazione da parte di lungimiranti vampiri giapponesi. I vampiri fanno outing, il mondo umano ha reazioni contrastanti e anche all’interno delle comunità degli immortali ci sono diverse correnti di pensiero.
Quel che è importante è che, sebbene questo fumetto non sia certo un capolavoro dell’arte sequenziale, dà al lettore maggiore chiarezza sui risvolti psicologici che stanno dietro a molti personaggi della serie televisiva, ma che soprattutto offre punti di riflessione del tutto nuovi, anche rispetto ai romanzi di Charlaine Harris da cui True Blood è tratto. La saga di Sookie Stackhouse è infatti prima di tutto una storia d’amore, con tanti personaggi che intrecciano le loro vite (umane o da non-morti che siano), ma non esce dai confini del romanzo. Con in testa ciò che accade in questo sequel, invece, avrette tutta un’altra visione delle implicazioni che, nel mondo reale, avrebbe la scoperta di un prodotto alimentare come il Tru Blood. Il settore alimentare non conosce crisi, giacché tutti dobbiamo sfamarci; la produzione sintetica dei cibi è argomento scottante che ogni tanto riemerge, ma questo va al di là di ogni previsione. Poniamo per un attimo che i vampiri davvero esistano: la storia di questo fumetto vi sembrerebbe ancora di fantasia? O non vi pare plausibile che una multinazionale si getterebbe di corsa su un tale giro d’affari? Il risvolto commerciale del Tru Blood non c’è in True Blood, ma questo non significa che voi dobbiate ignorarlo.

Se non leggete l’inglese, potete trovare una versione italiana, traduzione non ufficiale, a questo link.





Commenti (5)

Inserisci il tuo commento

Immagine con il codice di verifica