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22 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Graphic Novel
  • Big Baby
di Andrea Grieco


Coconino Press continua l'opera di pubblicazione dei fumetti di Charles Burns: ecco le raccapriccianti creature scaturite dalla fantasia di Tony, ragazzo di provincia

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Big Baby è Tony Delmonto, ragazzo di un'anonima provincia americana e dall'ipertrofica immaginazione che gli lascia fantasticare di raccapriccianti creature che si nascondono nel giardino dei propri vicini, malefiche cospirazioni aliene e agghiaccianti forze dall'oltretomba. E se tutto questo non fosse soltanto il frutto dell'inventiva e delle idiosincrasie di un egocentrismo disfunzionale?
C'è poco da stare allegri, specialmente se a tessere e disegnare le storie di Tony è Charles Burn, il più misterico e sulfureo tra i maestri della nona arte, colui che cela orrori sconfinati dietro la nettezza di un intagliato bianco e nero. Come già nella graphic novel Black Hole, suo masterpiece, e nei racconti sordidi e dolorosi contenuti in Sotto Pelle, l'artista statunitense - al quale l'edizione appena trascorsa del BilBOlbul ha dedicato un'eccezionale ed epocale mostra di tavole e disegni originali - delinea attraverso uno stile minuzioso e macabro le più squallide e inquietanti realtà adolescenziali, le cui fobie e perversioni sono allegorizzate e trasfigurate in morbose e angoscianti narrazioni horror-fanta-esoteriche. La copertina di Big Baby edito dalla Coconino Press
Dietro i balocchi vinilici e i ludi solipsistici dell'introverso Tony si annidano verità quotidiane ben più devastanti e mostruose di ogni forma che il suo fervido ingegno possa fargli concepire; mondi e piani narrativi che Burns intreccia indissolubilmente in tavole cesellate con gli umori più cupi e malsani. Biechi soprusi familiari, malattie indicibili e virulente, traumatici ricordi e tragiche fatalità affiorano in tutta la loro terrificante lividezza. Quelle di Big Baby sono lancinanti avventure iniziatiche, da far accapponare la pelle, ma ossimoricamente affascinanti per la capacità di Burns nel digradare verso gli inferi i presupposti sia contenutistici che formali della Pop Art. Non c'è tavola in cui non si ritrovino i residui dell'immaginario di massa che ha segnato indelebilmente anche il più distratto dei consumatori di fumetti, film o serial televisivi, con la differenza che Burns, attraverso il suo approccio sinistro, riesce a far trasparire da essi il macabro riverbero di una società in declino, facendo deflagrare le false certezze di una mercificazione sfrontata.
Uno sguardo, quello di Burns, implacabile e impietoso nei confronti del mondo degli adulti, al quale neppure Tony potrà dirsi estraneo, in quanto il suo aberrante e scioccante percorso formativo non lo redime dall'essere egli stesso un essere umano, e pertanto dotato di un'anima più nera e profonda di qualunque cielo notturno solcato da uno strampalato disco volante, più infido e aberrante di qualsiasi altro essere deforme o alieno, più insidioso e devastante di qualunque virus. L'appiglio drammatico di Burns è intriso d'ironia, e uguale attitudine riserva all'architettura del racconto, sempre in precario equilibrio tra la descrizione verosimile dell'ambiente e dei personaggi, anche quelli più bizzarri, e il cedevole, inquietante gioco metalinguistico. I tre straordinari episodi della vita di Tony Dalmonto sono infatti dissemina di indizi che rendono la lettura del volume un complesso, gotico mandala con all'interno continui riflessi e richiami che invitano il fruitore a rintracciarne l'arcano codice e decifrare i molteplici rimandi, condividendo con il protagonista scomodi e atroci segreti. Un bruciante bildungsroman che la Coconino dà ora alle stampe, continuando nella pubblicazione dell'opera di Burns, sperando che al più presto veda la luce anche l'edizione italiana delle assurde gesta del mastodontico luchadores “El Borbah”, in cui il fumettista sfodera tutto il suo sfrenato e folle immaginario psicotronico.





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