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  • Gabriels e la scultura come tristezza ludica
di Federica Aliano


Le sculture in bronzo dell’artista romano catturano in un gioco di sguardi e rimandi dal sapore mitologico e inquietante, lasciando l’amaro in bocca e l’animo spaurito

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La scultura in bronzo è qualcosa che non si incontra tutti i giorni parlando dei giovani artisti, specie se si va per mostre contemporanee prevalentemente pop. Vuoi perché si tratta di un metallo semiprezioso, vuoi per la difficoltà nel realizzare gli stampi e poi colarci dentro il pezzo, vuoi per quella sensazione di passato che l’espressione stessa “scultura in bronzo” porta incollata a sé. Eppure guardando le sculture di Gabriels, appare naturalmente consequenziale l’utilizzo di questo materiale da parte dell’artista, come se d’improvviso ci rammentassimo che è uno dei mezzi principi per l’arte dalla notte dei tempi. O forse è semplicemente che la vasta cultura di Gabriels lo ha portato per sua stessa indole a servirsi della lucentezza bronzea, come ulteriore omaggio a quel mondo classico che va decantando con i suoi scritti.
Feticismo utopistico 1 by Gabriels, scultura in bronzo, courtesy of Mondo Bizzarro GalleryIn mostra a Roma, alla Mondo Bizzarro Gallery, Gabriels delizia l’avventore con una serie di pezzi a metà tra la scultura e il giocattolo: simpatiche e occhiute, le sue creaturine ispirano sulle prime tenerezza e mutano forme, significati e funzioni a seconda di come più piace sistemarle giorno per giorno. La maggior parte di esse sono, in effetti, smontabili, ricombinabili, apribili e ricomponibili in più di una maniera, assurgendo allo status di creature mitologiche mutaforma, ma dichiarandosi anche – e soprattutto – giocattoli che rispondono al bisogno tutto infantile di de-costruire e ri-costruire, ogni volta cambiando, assecondando mood e manualità.
Proprio nella “smontabilità” di almeno metà delle opere esposte stanno lo stupore e la peculiarità di Gabriels: non una vite, una cerniera, un fulcro di ferro. Tutti i singoli pezzi, anche i più piccoli perni, sono stati colati singolarmente e realizzati in bronzo, per lo più lucidato successivamente, e fanno tesoro della forza di gravità per funzionare. Ecco allora piccoli seni che roteano come occhi folli nelle orbite (Eroina Anadiomene, che dal ventre partorisce un trapano-siringa da un cordone-laccio emostatico), bambole-insetto che covano al loro interno organi o feti nei posti più inaspettati (Feticismo Utopistico 2), esseri mitologici trasformisti pieni di ingranaggi come orologi (Pulcisirena), carillon che vanno azionati manualmente (D’Improvviso Carillon e PulciNona Carillon). A ciascun pezzo è affiancato un testo, il racconto della mitologica provenienza dell’esserino, redatto dallo stesso Gabriels che non nasconde così il suo sapere, ma nemmeno lo ostenza, giocoso com’è nel trasportare l’ormai rapito visitatore in un mondo che non è mai stato ma che è assolutamente pausibile, in un passato lontano, talmente remoto da far passare per accaduta qualunque speculazione o commistione mitologica.
Piccola Necrofilaia by Gabriels, scultura assemblabile in bronzo, courtesy of Mondo Bizzarro GalleryI rimandi sessuali sono più che espliciti, ma sono ben lungi dalla provocazione. La copulazione diventa aspirazione a un’umanità anelata da parte di esseri mitologici, da sempre visti come superiori (ma qui sorge il dubbio che, infelici, ci invidino): copulo, quindi sono umano, giacché l’uomo è uno dei pochissimi animali a fare sesso non necessariamente a scopo riproduttivo. E anche la sua opera più esplicita, Ninfa moderna, che ha letteralmente il sesso in testa, racchiude in sé una tale varietà di implicazioni che non potrebbe non incantare.
Eppure la meraviglia non si ferma qui: lo spettatore (perché giunti a questo punto è ormai di spettatore che si sta parlando) si accorge quando è già in trappola di essere stato preso nella tela di un gioco di sguardi e continui rimandi, non solo perché Gabriels ha fornito le sue deliziose creaturine di occhietti sgranati come quelli di inquietanti bambole o di uccelli impagliati – per di più moltiplicati in diverse dimensioni – ma anche e soprattutto, ancora una volta, per la natura stessa del materiale utilizzato. Chi guarda si riflette nella testa della Necrofilaia, che lo fissa con il pube proteso come nell’istante immediatamente precedente al deposito delle uova; essa stessa rimanda allo spettatore la sua immagine distorta, ed egli si riconosce a stento, in quello sguardo rapito, inquieto, concentrato sul testo e stupito dalla dolce fragilità del soggetto ritratto, che pure è assassino temibile – ma solo per procura.
Vertigini e sensazioni di straniamento non vi colgano di sorpresa. Se le provate, evidentemente avete compreso, avete viaggiato nel tempo, siete sul piano del mito.

Giocattoli per Malinconici
Artista: Gabriels
Curatori: Alessandro Papa e Gloria Bazzocchi
Sede: Mondo Bizzarro Gallery
Via Reggio Emilia, 32 c/d
Tel e fax: 06.44247451
e online all’indirizzo:
www.mondobizzarro.net

4 aprile - 5 maggio 2009
Orari: dal lunedì al sabato, ore 11.30-19.30





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