Si è aperta, a Reggio Emilia, la quarta edizione di Fotografia Europea, un festival giovane e in continua crescita che sembra tuttavia aver trovato la propria identità
Per chi era già stato in visita a Reggio Emilia durante le giornate inaugurali delle scorse edizioni del Festival di Fotografia Europea, quest’anno non può che essere rimasto piacevolmente sorpreso. La settimana appena conclusa, infatti, oltre ad aver dimostrato le grandi potenzialità di questo evento fotografico, ne ha rivelato subito l’aspirazione più grande: allinearsi in fretta alle più note manifestazioni europee dedicate alla fotografia. Così, in un clima apertamente ispirato ai grandi Rencontres d’Arles, la nota manifestazione francese con cui quest’anno Fotografia Europea ha avviato anche una produttiva collaborazione, moltissime persone hanno trascorso il soleggiato ponte del Primo maggio tra i numerosi eventi organizzati per l’occasione. Dagli incontri con fotografi e intellettuali di spicco ai workshop, dai seminari alle originali produzioni, dalle proiezioni alle mostre, tra cui quelle importanti dedicate a Josef Sudek e al filosofo Jean Baudrillard, tutto è sembrato studiato appositamente per donare un nuovo “colore” alla città, coinvolgendola in una piacevole atmosfera all’insegna del fotografico.
Il fucsia, colore simbolo di questa edizione, si è così inserito non solo in quegli spazi normalmente destinati all’arte, ma anche tra le pieghe della quotidianità urbana di Reggio Emilia. Ciò è stato possibile grazie sia all’espansione del circuito Off e delle sue numerose esposizioni, più o meno valide, inserite in moltissimi bar, circoli e negozi dell’intera provincia, sia attraverso l’attiviazione di un inedito concorso, intitolato U-shot, grazie al quale gli stessi visitatori possono partecipare attivamente alla manifestazione. Perciò, nonostante un tema di difficile trattazione e potenzialmente ricco di insidie, vista soprattutto la vastità e la complessità di un argomento quale l'Eternità. Il tempo dell’immagine, a primo impatto ogni cosa è apparsa curata nei minimi dettagli e incontrare apertamente il favore del pubblico.
Qui di seguito alcuni appuntamenti del ricco calendario in programma a Reggio Emilia fino al 7 giugno. Per ogni altra informazione consultare i siti sotto indicati
MOSTRE ISTITUZIONALI
Josef Sudek, Omaggio a Josef Sudek
Chiostri di San Domenico
a cura di Madeleine Millot-Durrenberger
Balthasar Burkhard, Riconoscimenti
Teatro Ariosto - Sala Verdi
a cura di Elio Grazioli
Joan Fontcuberta, Googlegrammi
Chiostri di San Domenico - Sala delle Carrozze
a cura di Elio Grazioli
Franco Vimercati, Cose
Chiesa dei SS. Agata e Carlo
a cura di Elio Grazioli in collaborazione con Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla (Ufficio Beni Culturali)
PROGETTI
Luigi Ghirri, Fino all’inizio del mondo
Sinagoga
a cura di Paola Borgonzoni Ghirri
Clear Light
Biblioteca Musei Civici - Galleria Parmeggiani
a cura di Giovanna Calvenzi, Melina Mulas e Laura Serani
Françoise Huguier, Kommunalka
Biblioteca Musei Civici - Galleria Parmeggiani
a cura di Laura Serani in collaborazione con Les Rencontres d'Arles
Antonio Biasiucci, Ex Voto
Musei Civici - Palazzo San Francesco
a cura di Laura Serani
La contemplazione: l’istante e la sua ombra
Jean Cristophe Bailly dialoga con Federico Ferrari.
2 maggio, ore 11.30, Piazza Martiri 7 luglio.
Rendez-vous. Dedicato a Jean Baudrillard
Intervengono Marine Baudrillard, Jean-Paul Curnier, Ludovic Leonelli
Conducono Elio Grazioli e Vanni Codeluppi
2 maggio, ore 17,30, Teatro Zavattini Cavallerizza.
Info: Orari: da martedì a venerdì dalle 18.00 alle 23.00; il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 23.00. Chiuso il lunedì. Ingresso: 10 € intero; 7€ ridotto. www.fotografiaeuropea.it www.u-shot.eu
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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