Le recensioni, le interviste, le news e molto altro per seguire da vicino il Festival di Cannes 2009
Il nostro speciale è in continuo aggiornamento
RECENSIONI
In Concorso
Il nastro bianco
Michael Haneke si porta a casa la Palma d'oro di Cannes 2009 con questo affresco in bianco e nero sulle origini del nazismo. Rigoroso, impeccabile, per una volta anche troppo
Un prophète
Sulla scia dei classici romanzi di formazione, il film vincitore del Gran Premio della Giuria descrive una parabola negativa sulla vita in carcere
Taking Woodstock
Ang Lee si diverte a raccontare una favola ai margini della storia, con molte licenze e poche emozioni, soprattutto musicali. Emile Hirsch e Liev Schreiber da applausi
Los Abrazos Rotos
Pedro Almodovar rende omaggio al cinema e alle donne in questo melò dalla complessa struttura narrativa e con una Penelope Cruz assolutamente meravigliosa
Bright Star
Jane Campion torna ai suoi primi amori e racconta la breve e romantica vita di John Keats. Romantico, anche troppo, bucolico, anche troppo. E purtroppo troppo poco interessante
Looking for Eric
Ken Loach torna sulla Croisette in forma straordinaria, regalandoci una commedia divertente, profonda e trascinante, come una serpentina del grande Cantona
Thirst - Bakjwi
Non tutti i vampiri vanno a scuola e sono giovani e belli. Park Chan-wook ci offre la sua personale visione di questa creatura della notte che è insita nell’animo di ognuno di noi in un melò cinefilo, struggente e divertente
Antichrist
Lars Von Trier torna all’horror senza abbandonare il suo cinema estremo e disturbante, questa volta esplorando l’inferno di una coppia nel baratro della disperazione. Una visione per palati forti
The Execution of P (Kinatay)
Mendoza è tutt’altro che Brillante nel portare sullo schermo un gioco sadico fine a se stesso camuffandolo da parabola morale. Un lampante esempio di disonestà intellettuale e artistica
Inglorious Basterds
Quentin Tarantino riesce a dare un significato nuovo alla parola “verboso” nel cinema con questo pasticcio bellico che cita se stesso e il resto del mondo
Vincere
Marco Bellocchio torna a indagare uno dei periodi più bui della nostra storia con questo racconto intimo che unisce la sua maestria di regista all’ottima interpretazione della protagonista
À l’origine
Xavier Giannoli porta sullo schermo la vera storia di un uomo perso che rincorre un sogno impossibile. Emozionante, commovente, esaltante con uno straordinario Francois Cluzet
Fuori Concorso
UP
Un film dolce e commovente, ricco visivamente ma meno narrativamente. Insomma una Pixar in tono minore, dopo i capolavori a cui ci aveva abituato
Drag Me To Hell
Sam Raimi torna all’Inferno regalandoci questo horror divertente e pauroso dove vediamo nuovamente la mano dell’uomo che ci deliziò con la trilogia di Evil Dead
The Imaginarium of Doctor Parnassus
Heath Ledger si congeda definitivamente dal suo pubblico con una grande interpretazione che fa nascere se possibile rimpianti ancora maggiori. Peccato che il film non sia alla sua altezza
Agora
Amenabar fa il suo kolossal, tra Alexander e Troy. Estetica classica e un po’ pacchiana, volti ammiccanti, ma i contenuti sono uno schiaffo all’arroganza del monoteismo. Soprattutto cristiano
Un Certain Regard 2009
Le Pere de Mes Enfants
Il secondo film di Mia Hansen-Løve, Premio Speciale Un Certain Regard, rappresenta la vita di due anime collegate dall'unico legame che non siamo in grado di cancellare: quello di sangue
Air Doll (Kûki ningyô)
Pinocchio al femminile e alla giapponese, con tante suggestioni cinematografiche e qualche buona idea. Peccato che il gioco non regga fino alla fine
Le Père De Mes Enfants
Il secondo film di Mia Hansen-Løve, Premio Speciale Un Certain Regard, rappresenta la vita di due anime collegate dall'unico legame che non simo in grado di cancellare: quello di sangue
Contes de l'âge d'or (coming soon)
Quinzaine Des Réalisateur
Humpday
La crisi dei trentenni secondo l’indie cinema americano. Film intelligente e divertente che avrebbe meritato una confezione solo appena più curata per poterlo apprezzare maggiormente
Hotaru
Nove anni dopo Naomi Kawase ci regala una nuova versione del suo bellissimo film, trasformandolo in un capolavoro
Tetro
Francis Ford Coppola offre un’opera ambiziosa e indipendente. Buona la scelta degli attori, meno quella della sceneggiatura (la terza scritta da lui), involuta e improbabile. Discontinuo, con discese ardite e risalite
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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