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  • The Execution of P (Kinatay)
di Alessandro De Simone


Mendoza è tutt’altro che Brillante nel portare sullo schermo un gioco sadico fine a se stesso camuffandolo da parabola morale. Un lampante esempio di disonestà intellettuale e artistica

The Execution of P (Kinatay) di Brillante Mendoza

Brillante Mendoza è un regista filippino assai amato dal Festival di Cannes, ben felice di riservare un posto in Concorso per lui anche in questo 2009 così ricco di talenti. Il film in questione è Kinatay, storia di un aspirante poliziotto ventenne, novello sposo con prole, che di giorno va all’accademia e di sera fa lo scagnozzo per i suoi capi impegnati in traffico di droga, prostituzione e racket. Proprio la sera del suo matrimonio il ragazzo prende parte al rapimento di una prostituta colpevole di avere grossi debiti con la persona sbagliata. Sarà per lui l’inizio di un viaggio all’inferno senza ritorno in cui perderà per sempre l’innocenza e l’integrità.
Kinatay si basa su un’intuizione, ovvero scandagliare nel corso di poche ore il personalissimo inferno di un ragazzo convinto che la vita potesse essere semplice anche con qualche macchietta morale. Mendoza gli fa vivere invece un terribile contrappasso e, per rendere più efficace questo processo d’immersione, segue tutto con dovizia di particolari, filmando l’azione quasi in tempo reale e cercando di creare un climax in cui far crescere costantemente l’angoscia e il senso di colpa del giovane protagonista e, ovviamente dello spettatore.
Purtroppo quello che voleva essere un raffinato gioco cinefilo funziona molto male, a causa dell’eccessiva dilatazione temporale dell’azione, della regia fintamente documentaristica che si sofferma oltretutto compiaciuta e con ben altro tono sulle scene più crude, specialmente quelle di violenza sessuale, e soprattutto per la narrazione didascalica in cui quel poco che poteva essere lasciato allo spettatore viene comunque e malamente spiegato. Alla fine non resta niente, quindi in fondo ci si ritrova con poco meno di quello che è il film, ma con la convinzione che la selezione del Concorso segua criteri tutti particolari che spesso ci sfuggono.
In questo caso avremmo preferito sfuggire a questo strazio.





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