Un manga per ragazze estremamente contemporaneo e travolgente, una girandola di avvenimenti per scoprire se esiste un luogo in cui sentirsi felici
Il tratto è quello più tipico del manga anni '90. Appena più accennato in alcune tavole. Quasi uno schizzo. La storia può sembrare quella tipica di uno shojio (amore, amicizia, una ragazza come protagonista). Appena più hot forse. Quasi che il sesso, colto in tutta la sua fisicità, non potesse proprio rimanere fuori dalla narrazione. E, infatti, non poteva, perché Moyoko Anno in Happy Mania, brillante serie in undici volumetti, cerca di fotografare fino a che punto può arrivare a essere contorto e conturbante il rapporto di una giovane donna con l’amore e, quindi, inevitabilmente, con la passione. La verità, vi prego, sull’amore scriveva Auden W. Hugh e Shigeta, la protagonista di questi racconti, lo urla a pieni polmoni. Occhi grandi, bocca carnosa, le fattezze tipiche di tutte le eroine rosa sue consorelle, la venticinquenne in questione possiede una peculiarità che loro non avevano di certo: una precisa e ineliminabile tendenza all’autodistruzione alimentata dalla sua costante ricerca della felicità. Paradossale. Ma anche fonte di una sagace ironia che impregna ogni pagina tra vignette che illustrano quello che Shigeta immagina, quello che Shigeta pensa, dice, fa, a volte anche grazie a impietose didascalie che ce la illustrano per quella che è: una Ally McBeal cartacea, nevrotica, caotica e, ciliegina sulla torta, perennemente al verde, perché nel suo essere indecisa sul da farsi non riesce proprio a trovare un impiego fisso. L’altra metà della medaglia è la sua migliore amica Fuku, compagnia di stanza sempre ben truccata, di classe, di successo e sposata, anche se, forse, non felicemente. Quale via seguire?
La verità, vi prego, sull’amore. E se proprio non si può conoscere la formula del "E vissero felici e contenti", che si dica almeno la verità! Moyoco Anno disegna senza peli sulla matita e le immagini finiscono col diventare più realistiche di quanto non ci si aspetterebbe. Situazioni demenziali, forse assurde, improbabili, ma vere, vere a tal punto da riuscire a colpire nel segno. Aggrediscono queste pagine perché dietro al sorriso si cela l'atrocità, dietro all'indipendenza la solitudine, dietro le questioni di cuore tutto il mare di pensieri che non riguardano nessun'altro se non noi stessi. Non c'è posto per soluzioni di comodo, facili o banali.
Uomo dopo uomo passiamo attraverso undici uragani e l'autrice non delude mai il fedele lettore continuando sempre a proporre immagini forti e sorprendenti pur nella loro semplicità. Sfondi scarni con le figure dei personaggi che trionfano e un entusiasmo trascinante. Forse il lieto fine non esiste, forse è dietro l'angolo o forse non sapremo mai cosa ci renderà davvero felici. Ma è così bello essere, come recita il sottotitolo in italiano, dei Maniaci sentimentali e continuare a cercare, non solo leggendo fumetti...
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