Continua inesorabile il declino di Dario Argento, ormai un autore di un lontano passato

Un serial killer sta terrorizzando Torino, rapendo, seviziando e uccidendo bellissime giovani donne per sublimare il suo odio per la società dell'apparenza. Sulle sue tracce si gettano un detective dall'oscuro passato e la sorella della sua ultima preda.
Raccontato così
Giallo, ultima fatica di Dario Argento, potrebbe quasi sembrare una piacevole sorpresa, il ritorno di un maestro al genere che lo lanciò come uno dei più brillanti talenti del cinema italiano degli anni Settanta. Dopo una serie dl cocenti delusioni come io non ho sonno e l'atteso
La terza madre, sentivamo il bisogno di un'iniezione di fiducia nei confronti di un autore che tanto ha dato all'immaginario collettivo. Da
Profondo rosso a
Suspiria, Argento è riuscito a lasciare una traccia importante nel thriller e nell'horror, ispirando almeno due generazioni di cineasti.
Queste considerazioni non possono che fare ancora più male dopo la visione di Giallo, un goffo tentativo di mettere sul piatto una serie di temi tutt'altro che leggeri, dalla cultura dell'effimero all'introspezione delle ossessioni, portandoli sullo schermo in una forma risibile e ai limiti del dilettantismo.
Giallo è un film inquietante purtroppo solo per la sua pochezza di scrittura e di messa un scena e definitivamente devastato da un cast a dir poco spaesato.
Difficile credere che Adrien Brody sia lo stesso attore capace di vincere un oscar solo pochi anni fa, mentre il resto degli attori, a partire dalla pessima Emmanuelle Seigner, altro non fa che eseguire meccanicamente ciò che è scritto in una sceneggiatura che fa acqua a ogni istante.
Giallo è una delusione dalla quale sarà difficile riprendersi, soprattutto perché neanche per un momento si intravede il tocco di un regista che proprio della tecnica e del gusto della visione si era fatto interprete raffinato e continuo sperimentatore. Ma le audaci riprese aeree del volo dei corvi sembrano essere ormai solo un lontano ricordo. Il presente è purtroppo una picchiata inesorabile e apparentemente senza ritorno. E questo ci addolora moltissimo.
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