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  • La vita secondo Jim: mentire sempre, ingannare mai
di Valeria Roscioni


Stanchi della famiglia perfetta? Belushi ci insegna che, invece, può anche essere divertente, davvero divertente.

Il cast de LA vita secondo Jim con James Belushi e Courtney Thorne-Smith

La tradizione della sit-com americana vuole la famiglia al centro delle vicende fin dai suoi albori. In principio fu I love Lucy e via di seguito, sempre più ibridamente vicini al concetto di serie tv, tra i Robinson, La Tata e Settimo Cielo. Cambiamenti nell’assetto societario hanno voluto poi, negli anni Novanta, che avessero la meglio le narrazioni con al centro la famiglia di elezione, quella che ci scegliamo. E questo spiega la genesi di autentiche pietre miliari come Friends e Will and Grace. E la buona, vecchia, tradizionale famiglia, madre, padre e figlioletti, che fine ha fatto? Semplice: è sopravvissuta, a patto di rendere centrale non tanto la storia principale, quanto le gag interne ad ogni episodio. La vita secondo Jim riesce ad andare oltre questa sorta di barriera e a distinguersi dai suoi compagni d’avventura dell’intrattenimento in trenta minuti come Tutto in famiglia o The War at Home. Come vuole il manuale della Comedy d.o.c. abbiamo un unico ambiente principale, la casa dove Jim vive felicemente con prole e consorte, e uno schema ben preciso che si ripete ogni volta. Il bravo Belushi-Jim cerca di ingannare la bella Cheryl (Courtney Thorne-Smith) con l’aiuto di suo cognato, il paffuto Andy, impiegando tutto il suo ingegno alla ricerca del modo migliore per vivere facendo esclusivamente ciò di cui ha voglia. La bionda rivale, d’altro canto, può contare sull’aiuto della sorella Dana, carina cinica e per qualche serie zitella, e così lo scontro può avere inizio a patto ovviamente che sia noto ai più che si concluderà senza né vinti né vincitori. Sullo sfondo tre bambini adorabili (godetevi il doppiaggio della secondogenita Grace) in grado di essere ironici e diabolici, ma sempre incantevoli, e tanto amore di quelli che tengono unite le coppie per sempre come nel più autentico Sogno Americano.
Fin qui niente esula dal “tutto-visto-tutto-fatto” ma la sorniona furberia di Jim è contagiosa e in un attimo la serie è diventata ben più di una sitcom: i due personaggi secondari, Dana e Andy, sono strutturati in maniera da catalizzare l’attenzione sulle loro vicende personali, dal potenziale evolutivo ben più alto di quelle dei protagonisti, in modo che davvero ad ogni puntata siamo in grado di voler sapere cosa succederà. E in fondo siamo anche curiosi di sapere quale sarà il prossimo escamotage nella guerra più vecchia del mondo, quella maschi contro femmine. Chi farà la spesa? Chi metterà a letto le bambine? Quanto impiegherà Cheryl a scoprire che il fantastico regalo d’anniversario non l’ha comprato Jim? (circa tre secondi…) La risposta forse a volte è scontata ma la comicità intelligente non è mai troppa, specialmente se a volte ci ricorda che è il modo in cui avremmo dovuto affrontare le cose invece di prenderle di petto e dannarci le giornate.
La rabbia, il lutto, il risentimento, la paura, le difficoltà economiche: non manca niente, solo che nessuno rimane seduto a piangere, pronto a imboccare la via del paradossale per giungere su quella dell’immancabile lieto fine. È un ritmo preciso, ben scandito, che la colonna sonora jazz, alla cui composizione Jim Belushi ha partecipato attivamente, scandisce alla perfezione.
A tutti piacerebbe avere una vita secondo Jim, dove si rende il facile difficile passando attraverso l’impossibile, per arrivare, poi, a farsi una sana, consapevole e meritatissima risata.






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