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22 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Manga
  • Kurosagi
di Andrea Grieco


Dall'autore di MPD Psycho, un altro manga da non perdere. Surreale ed efferato, curatissimo nei particolari, mai scontato. Otsuka colpisce ancora

Kurosagi

Nel frequentare le fumetterie e le librerie specializzate è sempre più difficile restare indifferenti agli scaffali stracolmi di manga, ai quali negli ultimi anni si stanno aggiungendo le produzioni di arte sequenziale di altri Paesi orientali; una miriade di proposte, maledettamente ammiccanti e che si susseguono a un ritmo vertiginoso. Arduo è orientarsi in un corpus tanto eterogeneo e scegliere quella lettura che non lasci delusi. Ma se nello sbirciare tra le copertine dei tankoboon l'occhio attento e curioso legge il nome di Eiji Otsuka, si può star certi che si ha tra le mani un'opera fuori dagli schemi e di sicuro interesse, perché dall'autore di MPD Psycho è lecito attendersi una storia che esuli dagli schemi ordinari sorretta da situazioni straordinarie e raccapriccianti. E infatti Kurosagi, consegna cadaveri, la nuovissima serie ideata da Otsuka, mantiene tutto quanto ci si aspetta dopo il precedente manga che ha rivoluzionato il concetto di serial killer, tanto da indurre l'estroso Miike Takashi a farne una trasposizione televisiva altrettanto eccentrica. L'airone nero, simbolo dell'agenzia Kurosagi, dal manga di Eiji Otsuka
A un'attenta lettura dei primi numeri già pubblicati (da Planet Manga in Italia), ci si accorge con piacere che Otsuka è riuscito a coniugare gli ingredienti che lo hanno reso celebre, storie ai limiti del surrealismo ad alto tasso adrenalinico che sfociano in situazioni oltremodo violente ed efferate, con una maggior attenzione alla caratterizzazione dei personaggi e a una linearità d'intreccio, il che conferisce alle vicende dei membri dell'agenzia di pompe funebri Kurosagi (airone nero) una solidità e un fiato classico che lo rendono un lavoro unico nel suo genere. D'altronde soltanto la cura minuziosa per ogni particolare poteva garantire originalità a un racconto il cui affascinante quanto abusato tema necrofilo rischiava di lasciarlo confondere tra la miriade di titoli nipponici che hanno per argomento il confronto con la morte: a partire da scelte coraggiose come quella di non avvalersi di cover ipercolorate per catturare l'attenzione dei possibili acquirenti, optando invece per copertine austere, con qualche disegno stilizzato atto a riassumere il contenuto degli episodi proposti come unico elemento illustrativo. E quando poi si conoscono i bizzarri componenti della più stramba agenzia di servizi mortuari, si capisce il lavoro di approfondimento psicologico che Otsuka ha operato per ciascuno di essi, ottenendo una coralità che ne ispessisce la forza narrativa. Kuro Karatsu è il giovane sciamano che, con l'aiuto di un rabdomante, un'esperta di sistemi informatici, un'imbalsamatrice e il misterioso Yuji Yata, un catalizzatore di alieni che comunica con una creatura proveniente da un altro mondo attraverso un pupazzo ventriloquo, percepisce le ultime volontà dei cadaveri cercando di esaudirne le volontà. Un lavoro arduo e a dir poco pericoloso, che condurrà i personaggi in una sequela di violente vicende, dove a farla da padrone sono la suspense e, incredibile a dirsi, l'ironia, dosate in maniera così straordinaria da conferire alla storia e alla lettura un tono dolciastro, straniante e destabilizzante.
Per raffigurare tutta la crudezza di omicidi, suicidi, incidenti, malattie, trapianti e violenze ai danni di defunti, Einji Otsuka opta per i disegni Housui Yamazaki che, come il precedente collaboratore per MPD Psycho, Sho-u Tajima, preferisce un tratto pulito e dettagliatissimo, gelido e quasi privo di chiaroscuri, tanto efficace nella riproduzione dei macabri particolari e così idoneo nel rendere l'atmosfera da obitorio che si respira in molte pagine di questo manga destinato a diventare un cult.





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