• Visioni - Arte - Arte
  • Se ne va Pina Bausch, la grande innovatrice della danza
di Federica Aliano


Si è spenta a sessantotto anni, appena cinque giorni dopo che le era stato diagnosticato un cancro. La madre del Tanztheater, la più grande coreografa vivente. Avrebbe diretto uno spettacolo a Spoleto di qui a pochi giorni

Pina Bausch

Petali di fiori, terra, sabbia, maiali sul palcoscenico... nulla ha mai fermato Pina Bausch, la più grande rivoluzionaria in fatto di danza contemporanea. L’artista si è spenta oggi, all’età di sessantotto anni, appena cinque giorni dopo che i medici le avevano diagnosticato un cancro. Da qui a pochi giorni un suo balletto, Bamboo Blues, si terrà al Teatro Nuovo di Spoleto, nell’ambito del Festival del Due Mondi. I suoi danzatori si esibiranno senza di lei.
Inventrice del Tanztheater, Pina Bausch è stata maestra di tutti coloro che hanno calcato un palcoscenico, in qualche modo. Non esiste praticamente coreografo che non sia stato influenzato, direttamente o indirettamente, dalla sua arte. La sua ricerca sul gesto, sulle possibilità espressive del corpo e della voce come strumento espressivo, a-narrativo, è stata unica e irripetibile. I balletti del repertorio della sua compagnia, la Tanztheater di Wuppertal, fanno parte della storia della danza. Pina Bausch ha portato il balletto come arte alle sue estreme conseguenze, è stata una sperimentatrice, amatissima negli ultimi anni quanto osteggiata agli inizi, quando un pubblico abituato alla danza accademica non riusciva a capire le sue innovazioni e le prendeva come offese alla decenza. Reinterpretando musiche e coreografie che la ossessionavano, coreografando lei stessa partiture nuove e rivoluzionarie, Pina Bausch ha dato un apporto incommensurabile alla cultura mondiale. Fino a qualche giorno fa si è esibita sul palco con la sua compagnia.
Leone d’Oro alla Carriera nel 2007, dall’anno precedente Direttrice Onoraria dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, in trent’anni la danzatrice, coreografa, vera e propria esteta e filosofa della danza non codificata ha fatto quello che Michelangelo e Picasso hanno fatto con la scultura e la pittura. Era maestra di tutti noi che amiamo il movimento, in qualsiasi forma.
Gli appassionati di cinema riconosceranno le sue creazioni grazie a Pedro Almodovar, che la amava e stimava profondamente, tanto da inserire i suoi balletti in Parla con lei. Impossibile non riconoscere Café Mueller all’inizio della pellicola, e poi qualche passo preso da Masurca Fogo; Federico Fellini la volle nel ruolo della principessa cieca nel suo E la nave va, ma in generale i rapporti con l’Italia furono sempre proficui e frequenti. Un suo balletto di repertorio, andato in scena la prima volta poco prima del crollo del Muro di Berlino, si chiamava Palermo Palermo e iniziava con un muro che impediva la vista agli spettatori, che poi crollava quasi subito, profeticamente.
Come sempre in questi casi, le parole non possono esprimere l’incommensurabile perdita che oggi subisce il mondo della cultura e dell’arte. Vi lasciamo con le immagini di una giovane Pina Bausch che reinventò completamente le coreografie sulla partitura de Le Sacre Du Printemps di Igor Stravinskij. Molti coreografi si sono cimentati con questa musica, Pina Bausch lo fece più di una volta. Sicuramente questa versione ha condizionato non poco l’immaginario di danzatori e coreografi in tutto il mondo.
La parte finale, la danza dell’eletta:






Commenti (32)

Inserisci il tuo commento

Immagine con il codice di verifica