// tutti i diritti riservati ™ Alphabet City S.r.l.
E-MAIL
REGISTRATI ALLA NEWSLETTER
.Home .Visioni .Suoni .Letture .Lifestyle
RSS
22 maggio 2012  



  • Letture - Libri - Recensioni
  • La Bellezza e l'Inferno
di Andrea Grieco


Rinnovata e vigorosa, priva di orpelli, la scrittura di Saviano raccolta in un volume che non è solo denuncia sociale, ma racconto e ricordo, necessario per costruire un tessuto umano che si va sempre più rarefacendo

La bellezza e l'Inferno di Roberto Saviano

La si attendeva con ansia la seconda opera di Roberto Saviano, e questo a prescindere dal clamore massmediatico creatosi intorno al successo del precedente Gomorra, perché chiunque abbia letto il romanzo che ha conferito notorietà all'autore, oltre a condividere l'afflato civile e la rabbia legittima nei confronti di un sistema, non solo delinquenziale, che appiana ogni scala valoriale pur di garantirsi lauti proventi, avrà percepito la carica letteraria che sostanziava quelle pagine.
All'insaputa di tutti, questo nuovo libro andava facendosi sotto gli occhi di chiunque leggesse gli interventi e gli articoli che Saviano ha continuato a realizzare sulle pagine dei vari quotidiani e periodici con cui collabora, attività il cui frutto viene rivisto e raccolto sotto il titolo camusiano de La Bellezza e l'Inferno. Ma occorre non farsi trarre in inganno dal sottotitolo scelto per questo libro altrettanto importante, Scritti 2004-2009, perché non ci si trova di fronte a una “semplice” silloge dei lavori che vanno dalla pubblicazione di Gomorra ad oggi, ai quali sono da aggiungersi degli inediti, bensì a un'opera complessa e organica, che conferma l'originalità e la potenza nell'uso della parola di Saviano, che pur rifiutando qualsiasi vezzo stilistico, riesce a confermarsi voce del tutto peculiare nel panorama italiano.
La cover de La bellezza e l'Inferno di Roberto Saviano, edito da MondadoriQuel che traspare in maniera inequivocabile da ogni periodo stilato è l'essere lontano dall'intento di meravigliare il lettore con il belletto della composizione, scevra da ogni formalismo, così come dai contenuti è estraneo il sensazionalismo di tanto inchiostro cronachistico; sembra invece essere connaturata alla prosa al contempo emozionale e misurata dello scrittore la capacità di condurre verso l'alveo più intimo e genuino della letteratura, la sfera dove si forgiano la coscienza e la morale di chiunque riesca ad accedervi. Un ambito dal quale si irraggia l'importanza del senso di appartenenza a un territorio, l'ammirazione per la straordinarietà del coraggio umano, l'avversione a ogni sopruso. Dai capitoli che compongono La Bellezza e l'Inferno si levano la consapevolezza e la responsabilità di esaltare tali virtù, con la caparbietà e la tenacia di chi crede profondamente nel bisogno di formare un tessuto etico per potersi dire uomini e fronteggiare così l'aberrante inaridimento degli animi, delle istituzioni e della società.
L'isolamento forzato patito in questi anni ha intriso di dolore la vita di Saviano, ma gli ha consentito un confronto ancor più profondo e lucido con la sua urgenza narrativa, lasciandogli percepire il rapporto empatico con chiunque, come lui, sente l'impellenza di ribellarsi a chi tenta di ostacolare o impedire la libertà d'espressione; nella solitudine di anonime e surriscaldate stanze di alberghi o rifugi in cui è costretto, Saviano riesce a identificarsi coi corpi, con la voce e le esistenze di chi disvela realtà che altri vorrebbero occultare. All'amarezza e allo sdegno che sa trasformarsi in analisi attenta di meccanismi aberranti quali lo smercio di cocaina e la speculazione edilizia, solo per citare due dei pilastri dell'economia della malavita organizzata, si affiancano in questi scritti i ricordi ora accorati ora appassionati, sempre incisivi e coinvolgenti, di persone che rappresentano un baluardo contro lo stato delle cose, le ingiustizie, contro quel silenzio che condanna all'oblio.
La storia di Lionel Messi, “La Pulga”, il minuto calciatore argentino attaccante del Barcellona, che in barba alla sua statura riesce a conquistarsi un posto tra i mastodontici campioni che calcano oggi i campi da gioco; la vita del pianista jazz Michel Petrucciani, affetto da osteogenesi imperfetta, ma che, seduto al suo strumento, riusciva a estasiare intere platee, o il racconto di Clemente Russo e di molti altri pugili allevati e formati nelle palestre casertane, dove imparano non solo a boxare, ma trovano il modo di emanciparsi e lottare contro lo squallore e i pericoli di certe deprecabili realtà. Esempi di uomini che in diversa maniera hanno vinto avversità apparentemente insuperabili, e che Saviano accosta al rigore, alla costanza e al coraggio con cui, ad esempio, il cronista Giancarlo Siani, di Peppino Englaro, il padre di Eluana, o la compianta scrittrice Anna Polytkovskaja denunciano prevaricazioni, angherie e diritti violati: un'unica, corale forza, un impulso incontrastabile a cui la scrittura garantisce inestinguibile vigore.





Commenti (1)

Inserisci il tuo commento

Immagine con il codice di verifica