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22 maggio 2012  



  • Letture - Libri - Interviste
  • Intervista a Federica Bosco
di Claudia Catalli


Come dimenticare il proprio ex in 101 irresistibili modi, per ridere di sé e degli amori sbagliati. Abbiamo incontrato l'autrice degli irriverenti "manuali sentimentali"

101 modi per dimenticare il tuo ex

To die, to sleep, no more. Viene subito in mente questa deprimente triade di azioni di scespiriana memoria, quando finisce una storia d’amore. Scagli la prima pietra chi non ha cercato in ogni modo di farsi passare l’implacabile mal di testa dei ricordi, quello che ti coglie nei momenti più inattesi, che ti martella alla sprovvista, che ti viene a trovare appena prima di addormentarti. Quello che non ti fa agire, reagire, andare avanti. È in quei momenti – diciamolo, di fitta e insostenibile depressione - in cui nulla sembra più avere senso, e seppure l’avesse non ci piacerebbe affatto, che un manuale di fai-da-te emotivo potrebbe rivelarsi non utile, ma fondamentale. È così che la Newton Compton Editori sfodera il suo asso nella manica, Federica Bosco, autrice di best-seller incentrati sui problemi di cuore (da Mi piaci da morire a Cercasi amore disperatamente, fino a L’amore non fa per me, L’amore mi perseguita e l’esilarante 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro (senza dover baciare tutti i rospi)), per pubblicare un manuale che ha una sola pretesa: far ridere la sua lettrice. 101 modi per dimenticare il tuo ex: pretesa che si fa sfida, considerando l’umore di chi comprerà il libro per trovarci un qualche segreto o consiglio utile a rialzarsi. Sfida che si fa ad ogni pagina più vicina, un “viaggio” (così lo definisce l’autrice) attraverso consigli, suggerimenti, dialoghi autrice-lettrice, scambi di esperienze – il tutto con simpatiche illustrazioni di donna, uno stile ora dolce ora scanzonato e una raccomandazione chiara fin dal primo capitolo (titolo: La preparazione, i 10 comandamenti, ossia le 10 cose da non fare troppo): non prendersi mai troppo sul serio.
Un regalo perfetto per tutte le amiche dal cuore spezzato, che siano casalinghe disperate, improbabili Bridget Jones o dark ladies in declino. Per farle sorridere, distrarre e magari “guarire”, grazie a una sana “libro-terapia”.

Hai scritto ben due manuali di, chiamiamola, “sopravvivenza sentimentale”. Ci sveli qualche segreto?
Qualunque relazione con l'altro è una continua negoziazione, perciò non ci si deve aspettare la perfezione da film, bisogna essere estremamente elastici, adattabili, pronti a mettersi al posto dell'altro per capire come la pensa, rimanendo aperti alle critiche costruttive. Tutti noi abbiamo dei comportamenti che attuiamo di default e sono quelli che spesso vanno modificati per il bene della convivenza. È un lavoro a tempo pieno, ma senza sacrificio non si ottiene niente. L'unico segreto è amare fortemente se stessi e non accontentarsi mai, ma puntare sempre in alto alla realizzazione di sé, soltanto così saremo abbastanza stabili da riuscire a vivere una relazione serena con un'altra persona.
101 modi per dimenticare il tuo ex (la cover)
Dei 101 modi per dimenticare il tuo ex, ce ne riveli almeno tre?
Scomparire dal giro anche part time in modo da non essere sole, ma neanche in un luogo che ci ricordi costantemente lui (anche stare per un po’ da un fratello o un amica), uscire con gli amici gay per farsi due risate, pensare fortemente a se stesse come a una persona ammalata che ha bisogno di amore e cure, quindi cercando di non devastarsi di alcol e pasticche.

In tutti i tuoi libri parli d'amore in modo ironico, è questo il registro migliore per provare a scriverne?
L'ironia è fondamentale per non prendersi troppo sul serio e vivere meglio la vita: se ci riesci, puoi sdrammatizzare e ridimensionare qualunque situazione, anche la più sgradevole, tanto non puoi farci niente, puoi scegliere se piangerti addosso o reagire. In ogni storia parliamo di noi, ma farlo senza scherzarci su renderebbe le cose troppo pesanti.

L'amore oggi: in che misura ti sembra cambiato – evoluto o involuto che sia - rispetto a ieri?
C'è meno impegno e l'ansia è alle stelle. La gente si sposa per fare qualcosa di diverso, senza la minima idea di cosa voglia dire condividere la propria vita con quella di qualcun altro. Nessuno sa resistere alle difficoltà, si molla tutto subito. Con queste prerogative è impossibile far funzionare una storia d'amore che è un continuo aggiustare il tiro. I miei hanno comunque resistito ventitré anni per poi divorziare e non è stata una scelta più intelligente, all'epoca si stava insieme per i figli e si litigava tutto il giorno.

Che peso pensi abbia avuto internet in questa metamorfosi dei sentimenti?
Internet ti consente di vivere situazioni virtuali senza un vero impegno, un sacco di ragazzini chattano per giornate intere senza conoscersi mai dal vivo, questo accresce la solitudine e le fobie. Sono contenta di non avere quindici anni oggi! Oggi c'è un bisogno d'amore pazzesco, ma di fondo c'è un'ingenuità pericolosa, ci si fida di chiunque pubblichi una foto e scriva due cose buone per tutti tipo "sono romantico e amo i bambini!", e così chi chatta pensa davvero che dall'altra parte dello schermo ci sia un Patrick Dempsey romantico serio e affidabile che stia cercando proprio lei!

Giovane e già autrice di bestseller venduti anche all'estero: ma non è che, sotto sotto, scrivere d'amore "tira" a livello di vendite?
Vendono anche il sesso, la Massoneria e i vampiri! A ognuno il suo...

Come sei approdata alla scrittura e, più avanti, nel mondo dell’editoria?
Ci sono approdata quando è stato il momento giusto, ho preso un quaderno e ho scritto "Mi piaci da morire" e "Cercasi amore disperatamente", si è sbloccata la vena creativa e da allora non ho più smesso. Adesso scrivo a tempo pieno, ma sto prendendo un diploma per insegnare yoga, sarà la prossima svolta.

Prossimi progetti? L'amore ti perseguiterà ancora?
Monica è cresciuta ormai, devo occuparmi di altre "eroine imbranate!"

Ecco, c’è chi descrive la donna di oggi come fragile, ingenua, imbranata… Questo libro prova invece a puntare su un altro tipo di femminilità, quella che non si arrende quando una storia finisce, che sa rialzarsi anche se sembra impossibile…
Non ho mai descritto un mio personaggio come "un'imbranata eroina": molte di noi sono inguaribili romantiche, crediamo ancora nel mondo che ci hanno prospettato i nostri genitori, un mondo giusto, dove il bene vince sempre, e gli onesti alla fine ce la fanno, dove un uomo su un cavallo bianco ci prende e ci porta via, per amarci per sempre finché morte non ci separi, dove i bambini possono giocare tranquilli in cortile, dove non c'è invidia, competizione e nessuno tenta di farti le scarpe. È sbagliato credere in questo? Io ci voglio credere ancora.





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