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  • Conversazione con Vincenzo Mollica curatore della più grande mostra su Diabolik
di Daniele Federico


“Rimane sempre un personaggio pulp, potrebbe essere addirittura punk oggi: tardo punk Diabolik”

Una strage per Eva, n. 7 del 2009 (2) Diabolik©Astorina srl

Cinquanta anni di successo, tradotto in moltissimi paesi, primo personaggio criminale dei fumetti italiani, ma anche testimonial di importanti campagne sociali e lotte progressiste (come quella sul divorzio), Diabolik è un personaggio che, dietro la ripetitività dello schema narrativo di ogni sua storia, ha in sé una cura del dettaglio, una continuità e capacità di evoluzione da essere diventato una vera e propria icona pop, resistente alle mode e con la capacità di evolvere anche assieme alla sua audience.

Meccanica del colpo: uno degli schemi di riferimento per ogni sceneggiatore

Ad oggi ogni mese si possono trovare in edicola due ristampe e un inedito, oltre ai numeri speciali.
Palazzo Incontro e il Presidente della Regione Zingaretti contribuiscono a rinnovare l’offerta del museo inteso in senso più istituzionale allestendo ben tre piani di sculture a grandezza naturale dei personaggi, della mitica Jaguar nera e-type, le tavole, la storia, i modellini in scala e i poster d’epoca, per terminare con le prime tavole originali del primo numero di Diabolik disegnate da un autore la cui identità è ancor oggi avvolta nel mistero. Tutto questo finalmente dedicato a un fumetto.
La mostra ci guida attraverso la storia delle sorelle Giussani che inizialmente pensarono a un formato di fumetto inedito, ma comodo da portare con sé in città, magari alla fermata del bus, l’evoluzione e il concept di un personaggio rivoluzionaro per molti aspetti (ladro, assassino, non sposato, vendicativo) che procurò perfino querele e problemi di carattere legale alla casa editrice Astoria.
Vincenzo Mollica, con la sua proverbiale sapienza e gentilezza, ci ha raccontato la nascita di questa mostra:
Una delle sezioni della mostra è dedicata a: Diabolik e la scienza“L’idea è nata da un incontro con Nicola Zingaretti che mi chiedeva se era possibile fare una mostra di fumetti a Roma. Io avevo da tempo voglia di allestire una mostra su Diabolik che è un personaggio che mi è sempre piaciuto molto. Allora abbiamo parlato con Mario Gomboli che è il padre putativo di Diabolik, il quale ha la fortuna di avere due madri, le sorelle Giussani, che non ci sono più, e Mario che difende, devo dire da grande appassionato, tutte queste collezioni magnifiche di tavole e ha creato una serie di mostre negli anni. Oggi per la prima volta si riuniscono tutte insieme per quella che possiamo dire essere la più grande mostra che sia mai stata dedicata al personaggio. Sotto il profilo artistico, del costume, storico e di tutto quello che ha seminato nella nostra generazione. Diabolik, Eva Kant e Ginko, sono i tre cardini, uni e trini della stessa persona”.
L’esposizione tocca diversi aspetti che susciteranno l’interesse anche dei non-lettori di Diabolik come la creazione di una sceneggiatura, fino ai disegni e alle chine, un documentario sulle sorelle Giussani, un vero e proprio focus nella mostra dedicato a Eva Kant, personaggio femminile dotato di grande forza ed equilibrio per l’epoca, tutto questo esplicitato nei legami e le influenze che il fumetto ha avuto sulle vicende sociali in Italia:
“Se tu mi chiedi se siano aumentati i ladri dopo la lettura di Diabolik, ti dico che semmai saranno dimuinuiti perché a fare dei furti così complicati come li immagina Diabolik, solo lui ci riesce. Però sono, immagino, tutte le diavolerie che avremmo voluto combinare noi, no? Sicuramente Diabolik, Eva Kant e Ginko hanno inciso molto nel costume del nostro paese; sicuramente quando qualche storico dell’arte si sveglierà, scoprirà che hanno inciso molto nella storia dell’arte anche se i testi accademici non contemplano alcun capitolo dedicato al fumetto. Sono miopi, ma accadrà prima o poi, e quando sarà così, sicuramente Diabolik avrà il suo ruolo importante in questo Paese, come lo hanno avuto Topolino e Paperino, insomma".

Fuga dall’obitorio, n. 9 del 2000 Diabolik©Astorina srl

Forse Diabolik è un po’ cambiato, pur rimanendo il ladro sempre alla ricerca delle sfide più complicate: a dire di molti la sua perfidia sarebbe stata leggermente mitigata. Vincenzo Mollica, da grande conoscitore e fedele fan del fumetto ha una visione più allargata di questo aspetto:
“Io credo che ci sia sempre un’evoluzione del personaggio e ogni personaggio in fondo continua a fare quello che faceva sempre, non si rabbonisce. Rimane sempre un personaggio pulp, potrebbe essere addirittura punk oggi, un tardo punk. Diabolik è un personaggio che ci fa sognare: ci mettiamo lì quando dobbiamo prendere una corriera, perché esistono ancora le corriere, quando dobbiamo fare un viaggio o torniamo alla sera stanchi, ci buttiamo nelle pagine e quello che ci è soffiato di male nella vita si dilegua in quelle pagine. Se un giorno qualcuno prendesse una storia qualsiasi da oggi e sviluppasse di un solo albo un’intera mostra, si capirebbe quanta dell’importanza del segno e della “letteratura disegnata”, come diceva Pratt, si può trovare in Diabolik".


Diabolik ed Eva Kant



Diabolik - Eva Kant. Una vita vissuta diabolikamente
Palazzo Incontro. Via dei Prefetti, 22 - Roma
Fino al 13 settembre 2009
Ingresso: gratuito
Orario: 10 – 19, tutti i giorni escluso il lunedì
Informazioni:
www.provincia.roma.it
www.civita.it
Catalogo: Astorina srl










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