• Visioni - Cinema - Articoli
  • Avatar: il nuovo sogno di James Cameron
di Alessandro De Simone


Alphabet City ha visto in anteprima venticinque minuti dell’epopea fantascientifica di Mr. Titanic che sembra avere ancora una volta avvicinato il futuro

James Cameron sul set di Avatar

Sono quattordici anni che tutti gli appassionati di cinema aspettano questo film, addirittura da prima del successo planetario di Titanic, opera larger than life che molti indicavano come la pietra tombale della carriera di James Cameron e che invece continua a essere il più grande incasso della storia del cinema con 1.8 miliardi di dollari incassati nel mondo. Sono passati dodici anni dall’uscita di quel kolossal e Cameron si è goduto il successo, ha girato film in Imax per il puro gusto di farlo, come Ghosts of the Abyss e Aliens of the Deep, ha prodotto la serie tv Dark Angel e ha aspettato che la tecnologia lo supportasse per poter coronare il suo sogno: Avatar. Un soggetto su cui il regista di Aliens sta lavorando da quasi tre lustri e di cui abbiamo finalmente avuto l’occasione di vedere i primi venticinque minuti, stesso footage già presentato al San Diego Comic Con 2009. Interpretato da Sam Worthington, già visto al fianco di Christian Bale in Terminator Salvation, Zoe Saldana, Michelle Rodriguez e Sigourney Weaver, Avatar unisce il live action a un massiccio uso della CGI e del Mo-Cap, sviluppato dal regista e dai tecnici della Weta a un livello ancora più avanzato rispetto a quanto avevamo già visto nella Trilogia dell’Anello e ribattezzato per l’occasione Emotion Capture, per la straordinaria verosimiglianza che l’avatar digitale ha per movimenti e sfumature con il modello originario.
La storia di Avatar ha radici profonde nella cinematografia di Cameron. Il protagonista, Jake Sully è un soldato rimasto paralizzato che decide di andare sul pianeta Pandora, abitato dalla razza Na’vi, per far confluire la sua mente in un clone di se stesso creato con dna Na’vi mischiato al suo, riacquistando così la gioia dell’uso delle gambe. Un concetto che Cameron aveva già messo su carta nel soggetto di Strange Days e che è solo una delle molte suggestioni che questi minuti, pochissimi, di questo suo nuovo film ci hanno dato. Le scene che abbiamo visto ci hanno mostrato sia il lato live action del film che quello completamente digitale e la Twentieth Century Fox Italy ha voluto ovviamente mostrarci questo materiale in proiezione 3D, come inizialmente concepito per la fruizione ultima. Partiamo proprio dall’elemento tridimensionale dicendo che Cameron non cerca l’effetto anni Cinquanta, ma sviluppa invece il film con una profondità di campo che solo questa nuova tecnologia è in grado di offrire, proprio come i grandi cineasti della Hollywood classica si divertirono a gestire il Cinemascope quando fu fornito loro dalle major. Cameron ci dice subito che vuole un'opera di contenuti, non solo una spettacolare creazione visiva di un mondo lontano e immaginifico. Le scene con la componente “umana” sono tipiche del cinema di Cameron, ricordano molto The Abyss ma ovviamente con un grado di tecnologia applicata molto superiore e la presenza di Sigourney Weaver è un omaggio assai gradito alla Ripley di Aliens. L’entrata in scena degli Avatar, creature antropomorfe altre tre metri di chiara ispirazione aliena, segnano l’utilizzo massiccio delle tecniche digitali di cui abbiamo parlato all’inizio. Un digitale tecnicamente perfetto che unito all’occhio cinematico del regista canadese fanno entrare immediatamente lo spettatore in un mondo nuovo, ma più che dal punto di vista tecnico, è importante riflettere sull’importanza del messaggio che Cameron vuole trasmettere all’audience. Gli Avatar che si calano nel meraviglioso mondo del pianeta Pandora sono una vera e propria dichiarazione programmatica della poetica di Cameron, da sempre alla ricerca di un luogo incontaminato dove poter cominciare tutto dall’inizio e che l’essere umano inevitabilmente fa suo per portare distruzione e sofferenza: era così il fiume di Piranha Paura come l’acqua di The Abyss e in generale la Terra viene sempre vista come una vittima della follia dell’uomo, puntualmente ferita da un’esplosione nucleare, leit motiv in molti film di Cameron. Pandora, con le su foreste pluviali, le mille creazioni botaniche, le catene montuose, le cascate e tutto quello che può farne un paradiso, è un manifesto ambientalista. E in questo Eden si muove Neytiri, una bellissima Na’vi che prende l’avatar di Jake sotto la sua ala, insegnandogli la cultura del suo pianeta e questo personaggio è quello che maggiormente impressiona dal punto di vista tecnico. Anche grazie al corpo di Zoe Saldana, già vista in Heroes e Star Trek, Neytiri viene subito fuori come un personaggio sensuale e leggiadro, una donna guerriera nella più pura tradizione di Cameron, che porterà Jake a una nuova consapevolezza di sè.
Impossibile descrivere le scene che abbiamo avuto la fortuna di visionare, perché la loro ricchezza è tale che sarebbe assai deludente la nostra prosa in questo caso, ma quello che realmente conta, anche perchè il cinema è fatto prima di tutto di storie, è che Avatar è un film dal contenuto fortissimo e dal messaggio potente. Quello che abbiamo visionato accade tutto nella prima parte del film, la cui trama si evolve poi con una guerra inevitabile tra la super tecnologica umanità guerrafondaia e i coraggiosi Na’vi decisi a difendere il loro meraviglioso pianeta al costo della vita. La prima impressione che si ha è che Cameron abbia creato il capolavoro della sua vita, un film fatto da un artista del cinema per sè e per il pubblico, nel quale ha cercato di infondere le sue idee, le sue convinzioni, la sua poetica e la sua anima e già per questo è un’opera da aspettare nella sua completezza con trepidazione e goderne al meglio, sperando che gli esercenti italiani comprendano che sia dal punto di vista tecnico che artistico che squisitamente economico il 3D è un prodotto su cui puntare, soprattutto quando si tratta di prodotti di questo livello.
Adesso bisognerà aspettare prima il 21 agosto, quando sarà distribuito in tutto il mondo il primo trailer ufficiale del film, e poi sarà una lunga cavalcata fino al 18 dicembre, quando Avatar finalmente vedrà la luce. Il cinema non sarà diverso il giorno dopo, ma sicuramente avrà qualcosa in più.
James Cameron sul set di Avatar





Commenti (3)

Inserisci il tuo commento

Immagine con il codice di verifica