Pubblicazione senza limiti e diritti del fotografo: l'esempio di Chevolution
di Daniele Federico
Sul British Journal of Photography Diane Smyth, assistente redattrice, ha realizzato un interessante articolo sul documentario Chevolution (presentato in anteprima al Biografilm 2009) che tratta di come un'immagine apparentemente comune del Che, realizzata durante un funerale di massa a Cuba dal fotografo Korda, sia diventata l'icona più riprodotta del nostro tempo. Addirittura, secondo il documentario, il ritratto del reporter Alberto Diaz Gutierrez, detto Korda sarebbe stato riprodotto più dell'effige di Gesù Cristo. Il problema è che per molti anni la paternità di questa celebre fotografia si era perduta.
Diane Smith, a tal proposito, centra l'attenzione su questo aspetto della storia del suo autore, come emblema di una fra le questioni più importanti per i fotografi reporter:
"Perché parlarne proprio in questa settimana? Il Press Photographers' Year 2009 (concorso di fotogiornalismo riservato ai lavori provenienti dall'Inghilterra, ndr). Alcune delle immagini selezionate nell'edizione di quest'anno non sono mai state pubblicate prima d'ora, nè rigettate e neppure messe da parte dai media britannici. L'esibizione del PPY09 rimane quindi un'incomparabile vetrina per tutte queste fotografie scartate, ha affermato il responsabiule ufficio stampa e organizzatore Neil Turner, aggiungendo che alcune delle immagini risaltano in maniera pazzesca. Sono certa che lui abbia ragione, ma spero che arrivino a farsi notare al punto di guadagnarsi delle vere opportunità di essere mostrate e pubblicate su una piazza più ampia poiché per quanto questa mostra abbia fortuna, le immagini saranno viste da un numero limitato di persone e certamente meno del pubblico per il quale sono state pensate.
Internet può offrire delle soluzioni, ma come la storia pre-digitale di Korda dimostra, diventa fin troppo facile per i fotografi perdere il controllo del loro copyright. Apparentemente Korda non si è preoccupato di ciò dato che voleva solo che la sua immagine fosse vista. E probabilmente molti fotogiornalisti concordano con questo punto di vista, ma il copyright rappresenta anche il guadagno per un fotografo, e c'è bisogno di difendere il loro lavoro. L'impasse derivante da come diffondere le immagini fotogiornalistiche e produrre un profitto non è ancora stato risolto, e sfortunamente l'organizzazione di mostre costituisce soltanto una soluzione parziale"
Nonostante dichiarazioni di copyright sui siti proprietari, controlli faticosi e applicazioni di watermark, ad oggi nessuno ha ancora ipotizzato una soluzione definitiva al problema a parte chi ha deciso di non opporsi ad esso e di "cavalcare l'onda". Questo è alla base del concetto di copyleft e di contenuti liberi di essere riprodotti. Le persone che scelgono questa strada continuano a difendere il diritto d'autore, ma quest'ultimo non rappresenta un ostacolo alla diffusione e alla manipolazione del contenuto fotografico da parte di terzi.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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