Non solo Stiller e Jack Black. Vi presentiamo uno dei volti di punta del Frat Pack di Judd Apatow. Negli Usa i suoi film spopolano, ma la scalata alla fama europea è attualmente in corso
Noi ce lo ricordiamo dai tempi in cui realizzò la commedia L’oggetto del mio desiderio. Era il 1998 e in quel film interpretava il migliore amico gay di Jennifer Aniston, la cui esistenza andava in crisi quando lei s’innamorava di lui. Ironia della sorte, da quando è entrato a far parte della gang di Judd Apatow, Paul Rudd è diventato “The King of Bromance”, cioè il rappresentante di tutte quelle commedie sentimentali incentrate su personaggi gay.
“Ricordo che alle interviste per L’oggetto del mio desiderio mi chiedevano sempre: ‘Come è stato baciare un altro uomo?’. Quasi fosse una cosa davvero scioccante. Io rispondevo: ‘Quante volte chiedono: ‘Nel film hai sparato a qualcuno. Non è stato bizzarro?’. Adoro i gay e in parte mi sento gay. Non è che sia proprio il più grande macho in circolazione’.
Prima di arrivare sugli schermi, Rudd passava le sue serate a lavorare come DJ nei Bar Mitzvah, e adesso è diventato una macchina hollywoodiana fabbrica soldi. Recentemente ha perfino conquistato la copertina di Vanity Fair dove è stato immortalato in un servizio fotografico esilarante insieme ai colleghi Jonah Hill, Jason Segel e Seth Rogen. Nonostante il grande successo oltreoceano, attualmente Paul Rudd è uno di quegli attori i cui film sono destinati ad arrivare sugli schermi italiani soprattutto in estate, quando il pubblico diserta le sale. Ne è un perfetto esempio I Love You, Man, uscito il 21 agosto in Italia, quattro mesi dopo la distribuzione americana, che in tutto il mondo ha incassato oltre 90 milioni di dollari e che dalle nostre parti è passato assolutamente inosservato.
Tornando indietro negli anni, ce lo ricordiamo in diversi episodi della serie Friends, dove interpreta Mike, colui che porta all’altare Phoebe, oppure vestito da astronauta nell’indimenticabile scena del ballo in maschera in Romeo+Giulietta di Baz Luhrman, in cui è Paride, il rivale di Romeo. Oggi, Rudd è uno dei nomi di punta del Frat Pack, la squadra di comici di cui fanno parte anche Jack Black, Ben Stiller, Will Ferrell e Owen Wilson. Ma nonostante l’etichetta, è comunque disposto a mettersi alla prova accettando nuove possibilità: “Pensate a Tom Hanks che ha iniziato con commedie dal tono vagamente demenziale e poi ha interpretato film pazzeschi come Salvate il Soldato Ryan”. Eppure non smette mai di dire: “Farei qualunque cosa per una risata. Non ha senso avere limiti quando fai una commedia. E per quanto riguarda recitare come uno sciocco, è proprio il mio caso, perché cerco sempre attenzione e amore”.
Ed è lo stesso Judd Apatow che si diverte a scherzare su "The King of Bromance": come I Love You, Man, anche Funny People è incentrato su due uomini, George e Ira, e sul loro rapporto professionale destinato a sigillarsi in un’ottima amicizia. In una sequenza del film, l’agente di George gli dice che tra i copioni da leggere c’è anche un broomance con Paul Rudd. Dopo aver visto quella sequenza, John Hamburg (regista di I Love You, Man) ha dichiarato: “Ho mandato una mail a Judd Apatow e gli ho chiesto se potevo dirigere quel progetto”.
Fuori dal set, Rudd è marito e padre di famiglia che ama stare comodamente seduto davanti alla TV a guardare il suo show preferito, Lost. Pare che farebbe qualunque cosa per intervistare Emilie de Ravin, che nella serie interpreta Claire.
Attualmente è al lavoro sulla nuova pellicola di James L. Brooks, interpretata da Reese Witherspoon e Jack Nicholson. Quindi aspettiamoci un livello di risate maturo e raffinato con un forte messaggio sulla famiglia. A ottobre del 2009 è tornato sul set per il remake de La cena dei cretini, in cui ha rimpiazzato nientemeno che Sacha Baron Cohen. La pellicola è diretta da Jay Roach (già regista di Ti presento i miei e Austin Powers) e Rudd si è ritrovato al suo fianco Steve Carrell e Zach Galifianakis.
“Paul ha un bell’aspetto – ha dichiarato John Hamburg - Quindi in futuro ci saranno più possibilità e tanti nuovi ruoli per lui. Alcuni comici hanno questo dono”.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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