Qualche considerazione su uno dei momenti centrali della settimana professionale
“Quando siamo saliti sul taxi ho detto nel mio discreto francese – ci porti all’Hotel Pam, per favore – ma il tassista diceva di non conoscere questo hotel. Poi mi sono ricordato della s alla fine del nome Pams, e l’uomo subito ha mostrato di capire...”
Uno dei giovani fotografi che hanno partecipato al Visa pour l’Image 2009
A parte la scrupolosità di alcuni francesi, bisogna dire che Perpignan è una cittadina davvero rilassante e piacevole, il suo centro è perfetto per incontrarsi nei numerosi localini, boulangerie e pâtisserie. In questa cornice già di per sè soddisfacente, l’organizzazione del festival si impegna ad allestire diversi luoghi di scambio tra gli “addetti ai lavori”, quindi fotografi, editori, responsabili iconografici e direttori di agenzie.
In molti quest'anno erano concordi nel registrare una edizione leggermente meno ricca e una presenza minore da parte dei giornali e dei fotoeditor al Hotel Pams. All’interno del quale un patio con tavolini, sedie, connessione wireless e bevande varie erano a completa disposizione dei partecipanti. Ma sono i fotografi, i creatori degli oggetti attorno ai quali ruota tutta la macchina del festival che sono arrivati a Perpignan principalmente per passare ore a sottoporre il proprio portfolio agli occhi sapienti dei responsabili iconografici di giornali come il SundayTimes, il New York Times, Stern, Diario e altri. E vanno considerati questi fotografi che, a fronte dell’acquisto di un pass tutto fare (leggermente più caro degli anni passati), non sono riusciti a godere di tutto il festival. A meno di non trascorrere dieci giorni a Perpignan, mancava il tempo materiale di seguire tutti gli eventi, gli incontri e le mostre visto che c’era da aspettare anche un’ora e mezza per poter parlare con un solo responsabile editoriale di cui con difficoltà si capiva l’appartenenza. Un prezzo altino per il servizio reso, almeno bisognerà concentrarsi su una migliore organizzazione di questo momento centrale alle edizioni avvenire.
Un'ultima osservazione: di fotografi italiani ce n'erano tanti e bravi. Sono riusciti a chiudere importanti appuntamenti e a ricevere i complimenti anche dai redattori del New York Times i quali si chiedevano quale grande scuola ci sia in Italia al momento.
Commenti (2)
qtianya56ha scritto:
2011-12-19 08:57:21
They kept on walking until they found an oasis, Tiffany Locket where they decided to take a bath. Anchor Pendant The one who had been slapped got stuck in the mire and started drowning, but the friend saved him.
qtianyaha scritto:
2011-12-19 08:57:52
During some point of the journey they had an argument, sacoche louis vuitton homme and one friend slapped the other one in the face.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
Commenti (2)
-
qtianya56 ha scritto: 2011-12-19 08:57:21
-
qtianya ha scritto: 2011-12-19 08:57:52
They kept on walking until they found an oasis, Tiffany Locket where they decided to take a bath. Anchor Pendant The one who had been slapped got stuck in the mire and started drowning, but the friend saved him.
During some point of the journey they had an argument, sacoche louis vuitton homme and one friend slapped the other one in the face.
Inserisci il tuo commento