Quale futuro per il reportage? Nasce OnOff Pictures - Roma
di Daniele Federico
Alla vigilia dell’inaugurazione di una nuova, piccola agenzia dedicata al reportage d’autore, Alphabet City ha intervistato Peo
La doppia crisi (editoriale ed economica) che si è abbattuta sui fotoreporter sembra aver trovato una doppia risposta verso la quale si sta riversando parte dei professionisti: una formula basata sul piccolo collettivo, agile, dalla forte identità ma dalle spese di gestione ridotte, a cui si aggiunge una fiducia verso il futuro del web, un territorio-Far West dove presto ci saranno regole di mercato ben chiare.
Comunque la pensiate un gruppo di ottimi fotografi ha annunciato la nascita di OnOff Pictures, a Roma, venerdì 2 ottobre.
Ecco, per voi, l’intervista rilasciata da Peo (Piero Vertamy), del comitato direttivo.
Com’è nato il nome OnOff?
Il nome dall’agenzia è stato scelto per essere slegato dall’ambito classico dei termini strettamente fotografici. Come succede per i titoli dei libri o per i nomi delle band musicali (chi suona lo sa bene!) è uno degli aspetti di comunicazione più difficile da affrontare. Cercavamo una parola corta, né altisonante né pretenziosa, ma di facile comprensione nel concetto. OnOff ci è sembrata adatta perché richiama l’idea di swich on/off, dare vita e impulso a qualcosa, mettere in circolo un’idea o un concetto attraverso un interruttore. L’interruttore è l’idea che forse meglio ci rappresenta.
Ci parli dei componenti del collettivo? Ci sono fotografi con pubblicazioni e/o collaborazioni importanti all’attivo?
I ragazzi che sono stati selezionati sono tutti fotografi assolutamente professionisti. Hanno al loro attivo innumerevoli pubblicazioni nazionali ed estere, più una miriade di progetti e partecipazioni a progetti fotografici importanti. Ci siamo concentrati su persone affini al nostro modo di vedere e quindi adatte a partecipare (partecipazione è una delle parole chiave del progetto) all’idea di una produzione di contenuti fotografici diversa dai clichè classici delle altre agenzie italiane. Molti dei nostri ragazzi, anche se potrebbero, sono contrari o restii a impegnarsi con altre agenzie dalle quali non si sentono rappresentati e con le quali non riescono ad avere il confronto e lo stimolo che vorrebbero. L’idea di essere abbandonati a loro stessi è la lamentela che maggiormente gli sentiamo fare da diversi anni a questa parte. I premi dei fotografi di OnOff vanno da Grazia Neri, a Montpellier, alla FIAF e Orvieto Fotografia, oltre a collaborazioni con testate come L’espresso, Diario, XL, Left e molte altre in Germania, Francia Giappone e Cina.
Quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi dell’appartenere a una piccola e giovane agenzia come OnOff?
Indubbiamente il primo aspetto negativo è la mancanza di prestigio, cosa che il nostro nome non può dare al momento. Purtroppo il mondo della fotografia italiana è del tutto autoreferenziale e spesso conta più per chi lavori che la qualità del prodotto che proponi. Noi la fama e la stima ce la vogliamo conquistare sul campo, e non attraverso dinamiche di favoritismo o nepotismo.
Avete intenzione di dare una linea decisa all’immagine di OnOff? Nello stile dei fotografi che raccogliete. Come vengono prese queste decisioni?
La lettura dei portfolio è aperta. L’iter consiste nel contattare il photoeditor d’agenzia per presentare i propri lavori. Da lì una prima scrematura in base a criteri di capacità e stile, per poi far valutare al gruppo direttivo la reale possibilità di collaborazione. Il colloquio personale è importantissimo per creare da subito un rapporto di trasparenza e fiducia fra il fotografo e l’agenzia, che, se interessata al professionista, farà la sua proposta contrattuale. In più OnOff segue e osserva da lontano ragazzi a cui potrebbe essere interessata spulciando riviste, blog e siti. Come è ovvio, riserviamo particolare attenzione a chi, nell’ambito del fotoreportage, riesce a proporre forme di linguaggio nuove con uno stile personale marcato. In ogni caso, a differenza di altre situazioni, chiunque ci contatta riceve una risposta con delle valutazioni adatte al caso: ci sembra una linea corretta nei confronti di chi con questa passione ci vuol vivere, pagare l’affitto e le bollette.
In questa prima fase pensate di puntare maggiormente sul mercato editoriale italiano o estero? Web o carta stampata?
All’inizio carta stampata nazionale perché è il normale passo da fare per sfruttare tutto il bagaglio di contatti preesistente. Non vogliamo iniziare subito dall’estero, dove siamo certi ci siano spazi per un’agenzia pensata e organizzata in maniera più europea che italiana. Il web ci interessa molto, invece, per tutto l’aspetto del multimedia e delle nuove tecnologie. Ad oggi rappresenta un mercato ancora tutto da esplorare per quel che ci riguarda e di certo non ci fermano le chiacchiere strasentite sugli scarsi guadagni. Non è questo il nostro spirito.
Conferenza stampa, presentazione dell’agenzia e vernice della mostra
Venerdì 2 ottobre ore 19.00
presso Mandeep Photography and Beyond
Viale dello Scalo San Lorenzo, 55 Roma
Programma della serata
Presentazione dell’Agenzia e dello Staff
Presentazione dei fotografi e slideshow
A seguire buffet
La mostra dei fotografi OnOff
prosegue da Mandeep Photography and Beyond
Dal 2 al 31 ottobre 2009
Dal lunedì al sabato: 11.00 13.30 /15.00 21.00
Chiuso domenica e lunedì mattina
Ingresso libero
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
Commenti (0)
Inserisci il tuo commento