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22 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Manga
  • Biomega
di Andrea Grieco


A bordo di una moto iperveloce, tra un'urbanistica che sfida la fisica, spunti horror e fantascientifici, si viaggia oltre i confini del cyberpunk

Un'immagine di Biomega di Tsutomu Nihei

Con l'uscita del sesto tankobon si conclude anche in Italia la pubblicazione di Biomega, il fumetto con cui Tsutomu Nihei si conferma, ancora una volta, tra gli autori più fantasiosi e singolari della scena nipponica, colui che ha declinato in modo straniante le potenzialità immaginifiche sottese alla sconcertante e dolorosa poetica della fusione tra la materia organica e il metallo. Ma questa nuova storia interamente ideata e disegnata da Nihei presenta notevoli scarti rispetto alle tematiche care al cyberpunk, genere al quale il mangaka ha già regalato gioielli come Abara e Blame!. Di quest'ultimo titolo Biomega può considerarsi un prequel con il quale Nihei può finalmente narrare l'origine del ramificato e distopico mondo percorso senza soluzione di continuità da un devastante guerriero che fa strage di mirabolanti ed esiziali creature. Scopriamo così che il nome dell'indistruttibile eroe è Zoichi Kanoe, un essere umano sintetico al servizio di una misteriosa e potente corporazione denominata Industrie Pesanti dell'Estremo Oriente, il cui scopo sembra essere scoprire e ostacolare i piani della DRF, l'organizzazione che intende sfruttare le proprietà di un terribile virus per riconvertire la fisionomia del genere umano. L'N5S, questa la sigla che identifica il morbo, è infatti in grado di alterare il codice genetico di colui che ne è affetto trasformandolo in “drone”, essere mutante dalle funzioni cerebrali azzerate mosso soltanto da un selvaggio istinto di sopravvivenza che lo rende violento e famelico. Prima che la DRF riesca ad attuare il suo spietato progetto Kanoe, a bordo di una moto fornita di femminea intelligenza artificiale e in grado di raggiungere velocità supersoniche, dovrà cercare e proteggere Ion Green, una ragazza che sembra essere l'unico umano munito di un sistema immunitario in grado di far fronte ai devastanti effetti del N5S.
[img]Queste sono le premesse dalle quali parte Biomega, ma quando si avrà l'impressione che ogni tassello stia per ricondursi e connettersi con le allucinanti situazioni conosciute in Blame!, allora Nihei deraglia bruscamente l'intero costrutto lasciandolo sviluppare in un grumo di suggestioni che aprono le situazioni a una molteplicità di futuri alternativi, prendendo in contropiede anche il lettore più smaliziato offrendogli un insolito ibrido tra epica orrorifica e fantascienza surrealista.
Resta quindi predominante e inalterata anche in Biomega l'atmosfera dark che contraddistingue tutte le opere di Nihei, fumettista formatosi prima come architetto, che adora immaginare improbabili e vertiginosi complessi urbanistici, edifici che mettono a dura prova le leggi della fisica, costruzioni monumentali che annichiliscono la componente umana. Quello concepito dall'artista è un mondo gigeriano in cui i confini tra il corpo e la macchina, il naturale e il sintetico si annullano per riconfigurare la fisionomia umana, per dar forma a un territorio tanto fantasmatico quanto terrorizzante. Un universo in perenne divenire, coinvolto in un moto incessante di alterni collassi e sviluppi rizomatici di cui solo il centauro Kanoe è in grado di sfidare le iperboliche rotte.
Tavole dai disegni frastornanti ordinati in una composizione dinamicissima, tanto che Nihei riesce a protrarre la sua storia per pagine e pagine senza l'ausilio dei testi, affidandosi unicamente alla forza visiva dei suoi onirici paesaggi e a quella tellurica azione che si sprigiona dagli scontri dei suoi sconcertanti esseri post-organici.





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