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23 maggio 2012  



  • Suoni - Rock Bottom - Articoli
  • B - The Beatles, quarta parte
di Francesco Marchetti


Nel nostro percorso è giunto il momento di Sgt. Pepper, l'album pietra miliare nella carriera dei Fab Four. Ma qui vi spieghiamo perché è sopravvalutato

I Beatles nel 1967, fotografati da Richard Avedon

SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND (’67) – Il mito, la pietra miliare, l’album più celebre dei Beatles e che bisogna avere a tutti i costi è in realtà uno dei più sopravvalutati dei quattro di Liverpool. Chiariamo subito: Sgt. Pepper ha tra i suoi solchi alcuni capolavori assoluti (A Day In The Life, With a Little Help From My Friends, Lucy in the Sky with Diamonds), ma anche alcune tracce decisamente deboli, forse le peggiori del gruppo da diversi anni (Within You Without You, Good Morning Good Morning, She’s Leaving Home). Insomma, si tratta di un album frammentario e qualitativamente discontinuo. Perché allora è diventato – e rimasto – il loro disco più famoso?
Perché Sgt. Pepper è uno spartiacque. I Beatles qui hanno a loro disposizione qualsiasi mezzo esistente a quel tempo, una libertà creativa assoluta (conquistata in sei anni di successi milionari senza mai sbagliare un colpo) e i soldi per fare ciò che vogliono e come vogliono. Il risultato è un album in cui il gruppo, senza più i freni dei due dischi precedenti (ma anche senza la loro freschezza), si lancia in esperimenti sonori e arrangiamenti barocchi cercando di spingere al massimo le potenzialità dei mezzi messi a loro disposizione, a volte con successo a volte, come dicevamo poco sopra, con risultati decisamente criticabili.
Alcuni poi pensano che questo sia il primo album psichedelico. Niente di più falso: i Beatles non hanno assolutamente inventato questo tipo di musica (sulla cui nascita ha avuto molto più peso un ragazzino allora diciannovenne di nome Syd Barrett e di cui parleremo più avanti), ma certo ai FabFour va il merito di aver sdoganato queste sonorità presso il grande pubblico. Insomma, come si intuisce fin dalla celeberrima copertina, quello di Sgt. Pepper è più che altro un enorme circo, surreale e vagamente naif, che regala grandi emozioni e qualche tiepido sbadiglio… ma avercene di spettacoli circensi di questo livello!

I Beatles nel 1967, fotografati da Richard Avedon

La canzone? A Day in the Life, forse il capolavoro del gruppo insieme a Strawberry Fields Forever. Un concentrato di creatività e azzardo, il brano in cui la volontà di far esplodere i mezzi a disposizione ha trovato terreno più fertile: si tratta infatti non di una, ma di due canzoni (una di John, l’altra di Paul) fuse in un unico brano roboante e infinito…





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