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23 maggio 2012  



  • Letture - Fumetti - Comics
  • Madman
di Andrea Grieco


Lo psicotico supereroe che combatte a Snap City armato solo del suo yo-yo porta le sue cadaveriche abilità anche in Italia grazie a Magic Press

Madman

Frank Miller, con il suo seminale Ritorno del Cavaliere Oscuro, aveva già evidenziato che un supereroe è come tutti gli esseri umani soggetto all'invecchiamento e a tutti gli acciacchi e gli scompensi che questa comporta, e con il Watchmen di Alan Moore hanno tutti imparato che non sempre dietro un travestimento più o meno arabescato o misterioso si celano integerrimi paladini del bene. Insomma, due opere che in modi diversi e convergenti hanno rivoluzionato il genere, avviandolo verso le più disparate riletture postmoderne, tra le quali un posto di rilievo merita senza ombra di dubbio il Madman di Mike Allred, tra i più curiosi ed eccentrici uomini in calzamaglia mai apparsi sulle pagine di un comix.
La cover dell'albo Inferno e Paradiso di Madman, edito in Italia da Magic PressA vestire il costume immacolato con un fiammeggiante punto esclamativo sul petto è Frank Einstein, che all'occorrenza fa anche uso di una maschera cadaverica. E ne ha di ben donde, visto che Frank in realtà è già un cadavere, riportato in vita dal genialoide Dr. Boiffard, che in seguito a un altro suo strambo esperimento si è trasformato in un enorme ammasso cerebrale e non ha più modo di rivelare a Madman la vera identità che aveva quando ancora era in vita. Basterebbe già questo a rendere psicotico e schizofrenico qualunque individuo, ma come ogni supereroe che si rispetti anche Frank deve fare i conti con una ridda di pittoreschi criminali e ha seri problemi con la sfera sociale. In cosa consiste allora la diversità di Madman, ad esempio, da un'opera analoga targata Marvel? Ma nella irrefrenabile immaginazione del suo creature e disegnatore, ovviamente: Mike Allred è infatti un anarchico della nona arte, con una concezione narrativa e uno stile del tutto peculiari, autore impareggiabile e imprevedibile. Non c'è pagina che non riservi una sorpresa in Madman, non c'è momento della storia di Frank che non possa deragliare verso impensabili situazioni, catapultando il protagonista dalla poco più che fittizia Snap City in altre dimensioni: mostri, androidi, mutanti, alieni e persino il diavolo sono gli antagonisti del timido e sadico supereroe che combatte armato solo di uno yo-yo.
La materia con cui Allred ha plasmato questo cult assoluto dell'arte sequenziale è un centrifugato di tutto ciò che ha alimentato l'immaginario popolare americano. Dalle creature dei classici horror della Universal alle bizzarrie in celluloide per drive-in, e poi i personaggi dei fumetti che Allred ha amato e che riesce letteralmente a trascinare nelle tavole del suo capolavoro, nonché la musica, dal rock provocatorio di Elvis al sound sdolcinato di Sinatra, tutto converge in questo rutilante e gustosissimo pastiche. L'anima di Madman è infatti tutta sottesa nel nome con cui il Dr. Boiffard decide di battezzare il suo esperimento da laboratorio: Frank, proprio in onore di The Voice, mentre con Einstein il mad doctor intende fare un omaggio al teorico della relatività, lo stesso destabilizzante concetto che in Madman fa brillare tutte le logiche dell'impianto narrativo. Ne vien fuori un delirio psicotronico, un vertiginoso e spiazzante concentrato di assurdità reso ancor più eccezionale e suggestivo dallo stile di Mike Allred che fa di queste tavole un'apoteosi coloristica, di quelle che avrebbero mandato in solluchero gli esponenti della Factory di Andy Warhol, che sarebbe stato “saccheggiato” da Roy Lichtenstein per farne strepitosi esemplari di ready-made.
Un plauso quindi alla Magic Press, che con il quarto e ultimo volume rende adesso disponibile anche in Italia la prima serie regolare dello sventurato eroe, originariamente apparsa in testate underground dal 1994 al 1996. Splendidi albi patinati che rendono a meraviglia l'esplosione cromatica che domina in queste pagine, arricchite dalle illustrazioni realizzate dai più rappresentativi autori e disegnatori che hanno adorato lo strambo eroe di Snap City, da Daniel Clows a Chris Ware.





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