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di Stefania Biamonti


È stata presentata recentemente a Bologna lo scorso 4 dicembre, si chiama Variatio ed è una rivista nuova dalla chiara linea editoriale: diventare un servizio internazionale per collezionisti

Variatio è la nuova rivista di fotografia

L'appuntamento del 4 dicembre doveva essere una delle presentazioni italiane di Variatio - photography, museum & galleries, il nuovo bimestrale dedicato alla fotografia uscito di recente sul mercato internazionale. Per l'occasione l'Associazione bolognese Piccolo Formato aveva organizzato la serata presso l'ex mulino Leone Aposa di Bologna, a cui avrebbero dovuto partecipare Simone Tedesco e Sacha Majidian, rispettivamente responsabile della distribuzione e Project Manager della testata. Tuttavia, il traffico intenso della tratta Milano-Bologna ha impedito ai due rappresentanti della rivista di arrivare in tempo per la presentazione che si è così trasformata in un'improvvisata “conferenza telefonica”. Grazie allo sforzo degli organizzatori, sono state però messe a disposizione alcune copie di Variatio, mentre venivano brevemente spiegate dai due responsabili, collegati telefonicamente, le linee guida di questa neonata rivista.
Diretta da Renato Miracco, critico d’arte e storico italiano, nonché direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Variatio si presenta subito come un prodotto molto curato nei dettagli e decisamente elitario: un bimestrale, di centoventi pagine e poca pubblicità, stampato in formato 250x315mm, con copertina rigida e carta pregiata, che verrà distribuito, in un'edizione limitata di 5000 copie in tutto il mondo, al prezzo di 35,00 Euro. Sia Tedesco che Majidian ci tengono subito a sottolineare che questo bimestrale non si troverà in edicola, bensì all'interno di un circuito prestabilito di gallerie, librerie specializzate e ogni altro centro dedicato alla fotografia che possa contribuire alla creazione di una comunità internazionale entro la quale sia possibile “parlare di fotografia” e diffondere un certo tipo di contenuti (è possibile reperire una mappa della distribuzione consultando il sito sotto indicato). La loro sarà infatti «una rivista completamente diversa». Ma in che cosa precisamente?
La prima copertina di VariatioÈ cercando di rispondere a questa domanda che si comincia ad intravedere la vera anima di questa testata. A livello di contenuti, il comunicato stampa promette infatti che ogni numero avrà lo scopo di presentare diverse interviste con fotografi affermati, o con curatori provenienti da alcuni musei di fotografia di fama internazionale; una sezione dedicata ai progetti fotografici; una alle recensioni inerenti libri nuovi o da collezione; una alle fotocamere di ultima generazione e a quelle da collezione e, naturalmente, una vasta selezione di fotografie, complete di tiratura, provenienti dalle gallerie più prestigiose e pubblicate con una elevata qualità di stampa. Tutto questo sicuramente per prendere le distanze da un certo tipo di riviste, di stampo maggiormente nazional-popolare, che strizzano apertamente l'occhio alla tecnica marginalizzando la cultura. Tuttavia, sfogliandola, non sembra propriamente la diffusione della cultura l'obiettivo primario di questa rivista. A ben guardare è infatti il mondo del collezionismo quello a far maggiormente gola a Variatio. Come dichiarano infatti, più o meno apertamente, i responsabili della testata, Variatio si propone soprattutto di offrire al collezionista esperto un'ampia prospettiva di ciò che in quel momento è presente sul mercato internazionale. In questa direzione sembra dunque andare anche la decisione di “bandire” il fotogiornalismo dalle sue pagine e di offrire visibilità ai fotografi emergenti solo se garantiti da rinomate Scuole d'arte e di fotografia o dal “marchio” di prestigiose gallerie. Un vero e proprio servizio per i collezionisti dunque, e alla fine nemmeno troppo celato, visto che alla nostra domanda «ma non temete che in questo modo più che una rivista di fotografia veniate presi per un catalogo di vendita?» la risposta del responsabile della distribuzione è stata un laconico «Alla fine non ci dispiacerebbe...»

Info: www.variatio.net








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