Guy Ritchie non vuole confermare Brad Pitt come cattivo del sequel di Sherlock Holmes
di Pierpaolo Festa
Nel corso della conferenza stampa di presentazione di Sherlock Holmes a Londra, il regista Guy Ritchie è tornato a parlare della possibilità che il film ispirato alle avventure di Arthur Conan Doyle diventi il primo capitolo di un nuovo franchise.
“È quello che ci auguriamo – ha detto il regista – speriamo solo che il pubblico si innamori di questi personaggi in modo che potremo tornare a raccontare le loro storie”.
Sebbene il cattivo del film sia Lord Blackwood (interpretato diabolicamente da Mark Strong e mai apparso nelle storie di Doyle), il regista non risparmia citazioni sullo storico nemico di Holmes, il Professor Moriarty. E dunque sono tornati i rumor che danno Brad Pitt come candidato principale per quel ruolo: “Non posso confermarvi nulla – ha continuato Ritchie – Sarà Brad Pitt? Forse, ma forse no!”. A quel punto, Robert Downey Jr. ha salvato la situazione, scherzando sul fatto che: “Il nuovo cattivo deve essere approvato da me e non può essere bello quanto me!”.
Cosa farà Guy Ritchie una volta che Sherlock Holmes arriverà nei cinema a Natale? Tornerà ai suoi “piccoli” film londinesi o continuerà la sua nuova relazione con gli Studios? “Sinceramente non so rispondervi – ha concluso – la verità è che voglio solo raccontare le storie che mi interessano. Sherlock Holmes è nato da un mio bisogno di allontanarmi da quello che avevo fatto finora. Ed è stato un continuo tira e molla con i produttori, un rapporto di fiducia che si è sviluppato passo passo durante le riprese”.
Eppure pare che Ritchie sia già stato ingaggiato per dirigere Lobo, adattamento dei fumetti DC Comics incentrato sulle (dis)avventure di un cacciatore di taglie alieno.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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