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di Stefania Biamonti


Alphabet City è tornata a Modena, un anno dopo, per la seconda parte del progetto Fondazione Fotografia: un focus sull’Est Europa

Storia, Memoria, Identità. Photo dell'allestimento di: Stefania Biamonti

Per chi si aspettava un allestimento ricco ed elaborato, come quello presentato in occasione di Asian Dub Photography, probabilmente rimarrà deluso. Niente infatti ricorda la grande mostra dedicata all’Estremo Oriente presentata lo scorso inverno. E neppure la sede espositiva è più la stessa: le spoglie e tortuose sale dell’Ex-Ospedale S.Agostino di Modena hanno infatti sostituito gli ampi spazi del Foro Boario. Ciò che invece rimane immutata è la cura con la quale è stata concepita e realizzata questa mostra: un percorso espositivo articolato, atto a presentare il secondo capitolo del progetto Fondazione Fotografia. Si tratta, nello specifico, di una serie di acquisizioni sulla fotografia contemporanea, il video d’autore ed il cinema d’artista, avviate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e finalizzate a «dar vita ad una collezione permanente che dia conto delle maggiori ricerche artistiche nel campo dell’immagine condotte negli ultimi decenni a livello internazionale».

Russkie #47, 2007 / Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Photo: Anastasia Khoroshilova

Storia. Memoria. Identità. Fotografia contemporanea dall'Est Europa si configura dunque come la seconda fase di questo vasto ed impegnativo progetto. Una mostra che, attraverso un percorso espositivo composto di oltre centocinquanta opere, tra fotografie, film e video-installazioni, vuole presentare al pubblico un’approfondita indagine circa i protagonisti della scena artistica contemporanea dell’Est Europa. Uno scenario socio-culturale, quest’ultimo, molto interessante, ma altrettanto complesso. Negli ultimi vent'anni, e più precisamente dalla caduta del muro di Berlino, molti dei Paesi afferenti a questo bacino geografico hanno infatti assistito al radicale cambiamento del proprio percorso storico: un mutamento spesso brutale che ha lasciato dietro di sé molte cicatrici ed una miriade di problematiche ancora irrisolte. In questo senso, non è dunque difficile comprendere come questioni legate alla storia, alla memoria e all’identità stessa di questi Paesi rappresentino tuttora tematiche di grande attualità anche, e soprattutto, per gli artisti locali. Vista quindi la loro estrema importanza, questi tre concetti sono stati qui utilizzati per rappresentare le tre direttrici lungo le quali si snoda l’intera esposizione. In questo modo, ogni opera diventa un tassello indispensabile per ricostruire il quadro di una realtà complessa e «sospesa da anni - come afferma il curatore dell’esposizione Filippo Maggia - fra melanconie socialiste e accattivante liberismo».

How do you want to be governed, 2009. After Rasa Todosijevic’s Was ist Kunst?, 1976. Video Still / Fondazione Cassa di Risparmio di Modena / Maja Bajaevic

Le opere realizzate dai ventinove artisti selezionati tentano così di metterci faccia a faccia con questa estesa porzione d’Europa, mostrandoci, contemporaneamente, sia le vecchie questioni irrisolte, sia le problematiche sorte in seguito ai vorticosi cambiamenti dell’ultimo ventennio (come il neonato abusivismo edilizio croato o l’emergere di una nuova ondata di razzismo internazionale diretto alle popolazioni emigrate da quest’area). Ma non solo. Queste opere riescono a far emergere anche una dimensione più emotiva, obbligando chi guarda a riflettere su un sentire che, sebbene europeo, risulta profondamente diverso dal nostro. Appare così, prepotente, il senso di straniamento, di smarrimento delle proprie radici culturali, ma anche la difficoltà di adattamento alla contemporaneità e la profonda sensazione di solitudine e di inquietante isolamento. Tutti stati emotivi che verranno amplificati e rielaborati anche nel corso dei numerosi eventi collaterali, quali concerti, workshop e performance, previsti per tutta la durata dell’esposizione.

Parte dell’allestimento. Photo: Stefania Biamonti

Una mostra capace dunque, con il suo stile sobrio, ferocemente diretto e in perfetto accordo con il carattere dei lavori esposti, di aprirci il sipario su un’Europa spesso misconosciuta ma che, sebbene fatichi ancora a trovare un proprio equilibrio identitario, sembra avere molto da dire e da raccontare.
Un altro passo verso la grande collezione internazionale di fotografia contemporanea immaginata dal progetto Fondazione Fotografia (diretta dallo stesso Maggia) è stato così compiuto. Non ci resta che attendere la grande mostra prevista per il prossimo dicembre, quando verrà presentato il terzo nucleo di acquisizioni interamente dedicato alle opere provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente.


I paesi coinvolti nella selezione delle opereStoria. Memoria. Identità. Fotografia contemporanea dall'Est Europa è un progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena realizzato con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comune di Modena e curato da Filippo Maggia
Dal 13 dicembre 2009 al 14 marzo 2010
Orari: da martedì a domenica, ore 11,00-19,00. Chiuso il lunedì.
Ingresso libero
Ex Ospedale Sant'Agostino, via Emilia Centro 228, 41100 Modena

www.mostre.fondazione-crmo.it








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