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  • Natale in action: quando l’albero si riempie di piombo
di Pierpaolo Festa


Pensate che il Natale sia il momento in cui bisogna essere più buoni? Provate a seguire Martin Riggs e John McClane, eroi delle saghe di Arma letale e Die Hard

Samuel L. Jackson e Bruce Willis in Die Hard - duri a morire

Chi ha detto che nei giorni clou delle vostre vacanze di dicembre tutto quello che troverete in TV è composto da melodrammi che vanno da La vita è meravigliosa al Canto di Natale? Oppure geniali commedie interpretate da Bill Murray costretto a vivere sempre lo stesso giorno d’inverno? C’è sempre un’altra opzione: potrete bazzicare le strade di Los Angeles, salendo in pattuglia con Martin Riggs o John McClane, rispettivamente gli eroi della serie Arma letale e Die Hard.
La scena si apre sotto le note della mitica Jingle Bells Rock: davanti a noi ecco la notte nella città degli angeli in piena atmosfera natalizia, tra addobbi e case illuminate in cui immaginiamo le famiglie riunite – cut – Richard Donner inquadra una donna nuda che decide di farsi un volo di una ventina di piani e di atterrare su una macchina. Succede davanti ai nostri occhi e improvvisamente quella stessa atmosfera si tinge ulteriormente di rosso, rosso sangue! Allora proviamo a cambiare film, restando sempre a Natale, dove un uomo scalzo con indosso una canottiera sempre più sudicia rischia la vita intrufolandosi nei condotti di aerazione di un grattacielo losangelino. Chissà se lo specialista action John McTiernan abbia pensato a Babbo Natale che entra nei camini quando ha messo in scena le sequenze di Trappola di cristallo!
Samuel L. Jackson e Bruce Willis in Die hard - Duri a morire
Da una parte, dunque, la coppia di mine vaganti Riggs e Murtaugh (alias Mel Gibson e Danny Glover) capaci di radere al suolo Los Angeles tra sparatorie e irresistibili sparate, dall’altra un tipo solitario che ha il volto di Bruce Willis. Uno sbirro che vorrebbe essere il perfetto padre di famiglia, ma che finisce sempre per essere l’uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato. E la cosa bella è che nonostante la sua vita extralavorativa sia praticamente inesistente, John McClane non perde mai un’irresistibile autoironia: “Sto solo a un passo dalla meta”, risponde quando lo accusano di essere un alcolizzato. Le sue vacanze vengono sempre mandate all’aria dai terroristi, ma niente gli dà più soddisfazione che sforacchiare i cattivi a colpi di piombo mentre accende una sigaretta. Lui è un vero cowboy metropolitano. Un reazionario al quale inevitabilmente non si può che voler bene. E nonostante i produttori abbiamo provato fino all’esaurimento a realizzare sequel e fotocopie di questi film, la verità è che non ci sono più action di questo calibro, pellicole che diventano classici istantanei. E dunque, se Natale è il momento migliore per tirare fuori i sentimenti, siate malinconici e fate il pieno di piombo con queste icone degli anni ’80.
Bruce Willis sulla locandina di Trappola di cristallo (aka A un passo dall'inferno)
Vi sfidiamo a sintonizzarvi su uno di questi film in qualsiasi momento della loro durata: provate a cambiare canale? Nemmeno voi ci riuscite! Ammettetelo, non ne fanno più di così belli. Ci ha provato Jerry Bruckheimer negli anni ’90 con The Rock o Con Air, ma vogliamo paragonarli a un Mel Gibson che gironzola con il sedere al vento sul suo camper mentre pensa di farsi saltare le cervella? Vogliamo pensare che Nicolas Cage & co. siano più soddisfacenti del Bruce Willis d’annata, capace di scatenare un esaurimento nervoso anche al più spietato dei terroristi? Cosa è successo a questi eroi? E perché ci piace così tanto guardarli a Natale? La risposta è che sono così classici che ci piace considerarli di famiglia.
Bruce Willis in Trappola di cristallo (aka A un passo dall'inferno)
E se proprio non li troverete tra le reti televisive, vi invitiamo a recuperarli in home video: del resto, chi è mai riuscito a vedere Arma Letale in versione non censurata in TV? Impossibile! Se vorrete affidarvi ai sequel della saga di Riggs e Murtaugh, vi consigliamo di evitare il terzo detestabile capitolo e di passare al quarto in cui la coppia di sbirri gioca pesante sulla loro vecchiaia, mentre Jet Li, mai stato così cattivo, vuole farli a pezzi. Se, invece, siete più tipi alla John McClane, guardate en passant il secondo capitolo della saga di Die Hard e passate direttamente al terzo, diretto ancora da John McTiernan e costruito proprio sul modello black and white di Arma letale, con Samuel L. Jackson mitica spalla dell’eroe. Una cosa è certa: evitate come la peste Die Hard: Vivere o morire perché quello che vedrete non è John McClane, ma soltanto un tipo spaesato e stanco che ha perso tutto il suo carisma ed è rimasto intrappolato dagli Studios che vogliono spremerlo per bene. Perfino la sua battuta a effetto – “Hippyyaye figlio di puttana” – viene censurata dal rumore di uno sparo!





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