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  • Merry Christmas - by Magnum In Motion
di Daniele Federico


Immagini deliziose che daranno qualche prospettiva in più alla vostra idea di Natale. Gli auguri, firmati da Magnum Photos

Un fotogramma dell'opera multimediale (particolare)

Tanto per cominciare col piede giusto Merry Christmas inizia con un primo riferimento alla nostra cara Befana, “is a good witch who dresses all in black”, si legge nel testo introduttivo di questa piccola opera multimediale, un breve omaggio al Natale, un modo anche di mostrare l’aspetto meno serioso e più ironico dalla mecca del fotogiornalismo mondiale. Come accade in ogni reportage made in Magnum la qualità stilistica e compositiva delle singole immagini, unite a un messaggio forte sono, o dovrebbero essere, le fondamenta di un saggio multimediale, in questo senso l’operazione non ha raggiunto la pienezza che avrebbe dovuto contraddistinguerla.
Inizialmente ci viene proposta una figura di Babbo Natale terribilmente umana e mercificata. In direzione opposta alla retorica imperante, "Merry Christmas" svela la faccia che si nasconde dietro la maschera del babbo rosso e bianco. Si parte quindi da uno sguardo esterno che a mano a mano attraversa gli strati delle immagini più stereotipizzate. All’attacco parte una musica dolce che ci infonde una sensazione avvolgente e familiare come la neve, simbolo apparentemente scontato ma sempre gradito di un soggetto di per sé vitale e facile da immortalare. Gli autori del gruppo Magnum riescono a dar vita a scene che tutto hanno in sé, fuorché l’idea di staticità in cui facilmente rischia di essere imprigionata l’immagine fotografica.
La musica più che semplice commento musicale diventa il binario su cui instradare le immagini. Si tratta de Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky rivisitato dalla Trans Siberian Orchestra.
Progressivamente la delicatezza iniziale lascia lo spazio a sonorità rock e a una chitarra che s’impone prepotentemente fino a ricordare certe sonorità Glam Rock degli anni ’80. Con questo cambio di programma entriamo nei natali di città: luci calde nelle notti gelide, la figura dolcissima di un angelo femminile e poi quella di un pastore immortalato in un presepe vivente. Il carosello natalizio va avanti con visioni di spettacoli, cori sotto l’albero e i tanti, improbabili babbi natale dal mondo. Tra questi non poteva mancare una meravigliosa istantanea del lavoratore stagionale di turno che dopo aver sbarcato il lunario, ancora con indosso il suo completo rosso e bianco, sorseggia la meritata pinta di birra al pub, svelando una barba incolta e una faccia poco raccomandabile. Lo seguiamo per un po’, in una ministoria dedicata a questo personaggio tragicomico: esce dal locale e torna a giocare con i bambini in strada, anche se sembra più un clown che il tipico Santa Claus imponente e luccicante.
Nuovo cambio di musica per una diversa carrellata di babbi natale, le loro figure stridono nell’anonimato dei viaggi in metropolitana, mentre raggiungono il posto di lavoro al fianco e al pari degli altri pendolari. Quando tutto sembra volgere a conclusione un nuovo cambio di programma irrompe con le fotografie a colori per ricordarci di nuovo il mercato capitalistico che tiene allegramente viva questa macchina natalizia: emblematicamente un cristo piangente sottostà a un babbo natale, colpevole e insieme vittima del capitalismo imperante. Concetti abbastanza banali se affidati alla parola, ma sempre validi quando sono rappresentati da fotografie ammirevoli. Da qui in poi le immagini raccolte continuano a essere belle, ma si perde decisamente quell’unità di stile e quell’armonia che ci si aspetterebbe di trovare in un opera multimediale. Il saggio di Magnum termina la tassonomia dei babbi natale rassicurandoci con quelli veri, autentici, da manuale, alternati agli incantevoli paesaggi dell’estremo nord, ma non saremo stufi di vederne? In fondo esistono i desktop di Windows che da anni assolvono egregiamente alla finalità.
Con la furbizia di chi fa dei portfolio fotografici il suo pane quotidiano, il tutto chiude con lo scatto più bello e rassicurante, di quelli che rimettono tutto in ordine: le luci di un alberello che nell’oscurità più totale disegnano la silouette di un babbo natale insieme a dei bambini. Che bello...

Merry Christmas
Creative Director: Claudine Boeglin
Producer: Olivia Wyatt
Copy Edit: Dara Schlissel
Music: Trans-Siberian Orchestra "A Mad Russian Christmas"

inmotion.magnumphotos.com/essay/merrychristmas

Durata: 3 min.








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