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  • PrixPicted. Un premio internazionale per affrontare la questione decisiva
di Daniele Federico


Una banca svizzera e il Financial Times hanno creato un concorso dedicato alla fotografia che affronta il cambiamento climatico. Il premio più cospicuo per il problema più grande

A Paradise in Peril (particolare). Photo: Francesco Zizola

La fotografia è arte, la fotografia supera i confini linguistici, la fotografia fa. Per quanto queste affermazioni possano essere discutibili, restano i motivi principali percui spesso in passato e sempre più oggi si considera il medium fotografico in operazioni a sfondo sociale. Ma quale, fra le questioni, merita la nostra attenzione, se non il nostro impegno attivo? I bambini innocenti? Le cavie di laboratorio? Le vittime dei terremoti? Qualunque sia la vostra risposta, ne esiste una che dovrebbe trovarci concordi: l’ecologia. Ecco perché il tema ambientale continua a salire sull’agenda dei nostri doveri morali, ed è quasi certo che continuerà a farlo.
I risultati del recente accordo di Copenahgen sono stati deludenti, piuttosto che prevedibili ed è quando le istituzioni non sono più in grado di occuparsi dei problemi che entrano in azione altre energie sociali prendendone il testimone. Il prestigioso Prix Pictet è stato inaugurato più di due anni fa per celebrare e premiare la grande fotografia che cerca di comunicare messaggi importanti di carattere ambientale. Nel primo anno il tema è stato l’Acqua, quest’anno la Terra, poi via via con i restanti due elementi: fuoco e terra. Per la recente, seconda edizione i dodici finalisti sono stati annunciati dal presidente onorario Kofi Annan. Il vincitore, Nadav Kander, si è aggiudicato la somma di 65 mila euro, il premio più ricco della fotografia in Europa.

Clandestine Landing. Photo: Lorenzo Maccotta / OnOff Pictures

La lotta al cambiamento climatico ispira molti grandi fotografi, seppure ancora non nominati dal Prix Pictet, come Paul Nicklen, che abbiamo già intervistato su questo tema in Alphabet City, o Sebastao Salgado: i suoi affreschi in bianco e nero, sono ciò che più di ogni altra cosa si avvicina avvicina all’idea di arte fotografica: la luce, le tonalità di grigio e la pienezza dei paesaggi colgono l’elemento umano con forza e potenza spirituale. Attualmente il reporter brasiliano si trova impegnato in un progetto decennale, ma che potrebbe durare anche di più, che si chiama Genesis ed è un viaggio fin dentro le origini della vita.

Lamiera. Photo: George Tatge

Abbiamo fatto una breve cernita dei fotografi e dei lavori che hanno a che vedere con l’Italia e le tematiche ambientali scoprendo un ampio panorama, in tanti stili diversi. Partiamo allora citando l’agenzia Noor, che ha creato un progetto chiamato Consequences, sul loro sito si legge: “Queste incredibili fotografie non mostrano il futuro, bensì cosa sta accadendo oggi.” Nel team, l'italiano Francesco Zizola ha scelto con “A paradise in peril” di trattare le Maldive, condannate a essere sommerse nel giro di quindici anni: quindi niente distruzione, inquinamento o deserti, bensì delle immagini che ci mostrano quello che stiamo perdendo, con un gran senso di malinconia.

A Paradise in Peril. Photo: Francesco Zizola

E se le Maldive sembrano troppo lontane e per molti di noi resteranno sempre delle semplici immagini da poster, allora Lorenzo Maccotta di OnOff Picture ci porta al fianco del dramma degli immigrati clandestini che finiscono in una condizione di vera e propria schiavitù proprio nel nostro paese. Perché l’aumento dei flussi migratori è una delle prime conseguenze tangibili degli sconvolgimenti climatici e dell’esaurimento delle risorse naturali.

Brave New Winter. Autori: Bianca Elzenbaumer e Fabio Franz

Se ci spostiamo a nord del paese, sulle alpi, scopriamo Brave New Winter, un lavoro inserito in un progetto più ampio di critical communication design di Bianca Elzenbaumer e Fabio Franz. Questa serie mostra l’enorme sforzo compiuto ogni inverno sulle Alpi al fine di presentarle come il paradiso perfetto di ogni sciatore, ma è solo per mezzo di irrispettosi interventi paesagistici e dei cannoni sparaneve che il tutto viene reso possibile.
Anche se non riferiti specificatamente al rispetto della natura, vi sono molti altri autori concentrati sul paesaggio sia urbano che naturale, che finiscono per disegnare una testimonianza di questo passaggio e delle sue dinamiche. Una parte importante del lavoro di George Tatge indaga il paesaggio italiano in Italian Landscape.
La carrellata non può finire qui, continua ben oltre con concorsi (quest’anno abbiamo avuto il Global Wind Day con un piccolo contest fotografico a esso legato), piccole operazioni di green marketing e tutte le immagini che i singoli amatori o professionisti accumulano. Terminiamo con Salgado, il maestro fotografo con cui inizia l'articolo, segnalando il suo discorso riafferma la figura del fotografo-attivista, una figura che non smetterà di esistere.


Prix Pictet
Consequences








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