Un noir che strizza l’occhio a Hitchcock e tiene alta la tensione. Cattiveria umana allo stato puro, come non se ne vede più sul grande schermo
Ci sono tre modi di affrontare una determinata situazione: il modo giusto, il modo sbagliato e il modo russo. E quest’ultimo è caratterizzato da un mix di mistero e fascino da cui si rimane ipnotizzati e nel quale ci si può perdere senza alcun ritorno. Brad Anderson lo ha capito bene e nel corso di uno dei suoi viaggi personali sul Transsiberian Express, che per otto giorni si sposta da Pechino a Mosca, si è appuntato ogni sensazione pensando che un giorno le avrebbe messe in scena in un lungometraggio. Il risultato è proprio Transsiberian, film del 2008 che ha debuttato al Sundance Film Festival raccogliendo critiche entusiastiche. Ed è proprio un peccato che questo noir non sia mai stato distribuito sugli schermi italiani: attualmente è ancora uno dei titoli che “muore di vecchiaia” alla voce pending del listino Sony Pictures. A bordo della transiberiana si snodano le vicende di due americani di ritorno da un viaggio religioso in Cina. Woody Harrelson è Roy, maritino perfetto devoto alla comunità di evangelisti e convinto che la gente vada sempre salvata scacciando i demoni che gli individui si portano dentro. Una cosa che pensa di essere riuscito a fare anche con la moglie Jessie, personaggio principale del film interpretato da Emily Mortimer. Lei è i nostri occhi: quello che vede lei, vediamo noi. Ma la donna, con un passato abbastanza turbolento, esita ad abbracciare la totale salvezza e piuttosto continua a ripetergli: “Uccidi tutti i miei demoni Roy, e anche i miei angeli potrebbero morire”. All’inizio il viaggio sui binari è davvero suggestivo. Una totale immersione nella cultura russa, tra paesaggi ricoperti di neve e volti gelidi che vengono immortalati in scatti fotografici in bianco e nero. Ma l’entrata in scena di Eduardo Noriega, nei panni di un turista con scheletri nell’armadio (anzi nella valigia), complica il viaggio dei due coniugi. Droga nascosta all’interno delle matrioske, violenze sessuali e perfino un omicidio, ecco come Anderson riempie il menu di tensione del film. E, come se non bastasse, il regista non esita a giocare al rilancio inserendo nella storia due agenti corrotti del KGB impersonati da Thomas Kretschmann e Sir Ben Kingsley che riesce, come sempre, a essere più cattivo e memorabile del suo ruolo precedente.
Non si tratta soltanto di un cast impeccabile. Dopo l’inquietante Session 9 - che venne definito un horror misto a tematiche care a Ken Loach - e il visivamente notevole L’uomo senza sonno, Brad Anderson mette a punto un ottimo script, riuscendo a saldarlo pezzo per pezzo senza mai ingarbugliare troppo la trama o perdere di vista i suoi personaggi. Transsiberian è un thriller hitchcockiano mai prevedibile e capace di tenere la suspense fino alla fine. E siamo certi che qualche brivido improvviso lo sentirete anche voi: per una volta non si tratta di attività paranormali, ma di pura cattiveria umana come non si vede spesso sul grande schermo. Il ritmo e la tensione vengono scanditi con un meccanismo a orologeria e tutti i personaggi non smettono mai di evolversi in un’area grigia. E qui parte una standing ovation per Woody Harrelson, che si guarda bene dal trasformarsi in eroe e crea un personaggio codardo a cui però non possiamo fare a meno che voler bene. In fatto di recitazione, Woody sembra uscito dalla stessa scuola di Robert Downey Jr.: anche lui ha quel dono, quello di essere incredibilmente versatile e in grado di fare qualsiasi cosa.
Transsiberian è un film che vi consigliamo vivamente, dal momento che è disponibile in DVD all’estero. L’edizione britannica (2:35 formato video e Dolby Digital 5.1), contiene sottotitoli in inglese e presenta pochi ma ottimi extra. Tra questi anche un dietro le quinte di oltre trenta minuti in cui il regista spiega tutti i retroscena dal progetto e in cui lo vediamo dirigere scene molto complesse sul set del treno. Segue una serie di Deleted Scenes e interviste al cast. E per una volta anche il buon vecchio trailer, sempre meno presente nella maggior parte dei DVD.
Date una chance a questo film e lasciatevi andare a un pericoloso viaggio di suspense nel gelo della Siberia, uno di quelli che vi ricorderete.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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