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08 febbraio 2012  



  • Letture - Libri - Recensioni
  • Baltimore. Il tenace soldatino di stagno e il vampiro
di Andrea Grieco


Orrori lovecraftiani, suggestioni gotiche e inquietanti tradizioni folkloristiche per questo romanzo illustrato dal Mignola di Hellboy

Un disegno da Baltimore. Il soldatino di stagno e il vampiro, di Mike Mignola e Christopher Golden

Dopo il successo arriso ai due episodi dedicati da Guillermo del toro a Hellboy, anche i muri sanno che Mike Mignola è l'autore e disegnatore dello sfrontato e tellurico demone rosso a servizio del “Bureau for Paranormal Reasearch & Defence”, la sezione segreta dell'FBI addetta a sgominare le manifestazioni occulte che possono minacciare la sicurezza nazionale. Sicuramente meno noto, invece, è il nome di Christopher Golden, lo scrittore statunitense con all'attivo una serie di titoli incentrati su figure cardine della cultura popolare, da quelle di celebrate serie televisive, Buffy e Angel, ai miti della celluloide come King Kong, di cui effettua riletture del tutto originali scoprendone nuovi profili e riservando loro nuovi e spiazzanti contesti narrativi. Ma è con i libri a tema vampiresco che Golden si è conquistato un seguito rilevante di lettori, nonché l'apprezzamento della critica, entrambi d'accordo sulle indubbie capacità affabulatorie dell'autore, che con maestria e appiglio sur-moderno contribuisce a rinverdire i fasti di un immaginario che rischiano altrimenti di anchilosarsi per il troppo sfruttamento.
Insieme, Mignola e Golden concepiscono Baltimore. Il tenace soldatino di stagno e il vampiro, romanzo che appartiene proprio al genere in cui Golden eccelle, l'horror, con pagine arricchite dalle illustrazioni del fumettista, perfettamente in tono col suo inimitabile espressionismo stilizzato.
La copertina di Baltimore. Il soldatino di stagno e il vampiro, di Mike Mignola e Christopher Golden, edito in Italia da MondadoriL'incipit, come da manuale, è di quelli che ti incollano al libro, scaraventando il lettore nei fatti: in questo caso direttamente nelle putride e mortifere trincee scavate durante la Prima Guerra Mondiale, in mezzo alle pallottole che perforano e attraversano i corpi, mentre il capitano Henry Baltimore cerca disperatamente di attraversare la “Terra di Nessuno”, vincendo il fuoco dell'esercito di soldati hessiani. Il tutto, come in ogni guerra, si concluderà con una carneficina, letteralmente in una montagna di cadaveri, sotto la quale giace ferito e in fin di vita il protagonista, costretto ad assistere a uno spettacolo ancor più atroce. Al termine di ogni scontro infatti, orde di vampiri piombano come avvoltoi sui caduti, facendone scempio, peggio di qualunque altra arma da fuoco. Ma in Baltimore scorre ancora un filo di vita, e riesce a scacciare da sé il fetido morso del Re Cremisi, giurando di combattere fino alla fine l'infernale orda, che inizia a diffondere la pestilenza per tutta l'Europa.
Queste le premesse, secche e raggelanti, a tratti definite con quel doloroso phatos che si irradia dalle pagine di Niente di nuovo sul fronte occidentale di Remarque. Golden è però autore che ama sviluppare le vicende attraverso intrecci complessi, ricchi di digressioni che accentuano la valenza fatica, come d'altra parte suggerisce anche il titolo adottato per questo suo ultimo, entusiasmante romanzo, che richiama esplicitamente la quasi omonima fiaba di Hans Christian Andersen, un famigerato e altrettanto rocambolesco divertissement letterario. E allora ecco diventare il coraggioso capitano una figura evanescente, fantasmagorica, le cui gesta si evincono dai racconti di tre oscuri avventori di una lurida locanda in una città oramai sopraffatta dal morbo. Il rude marinaio Aischros, l'oppiomane Dottor Rose e il tenebroso Childress sono probabilmente gli unici a serbare un ricordo dell'impavido Baltimore, ed è forse grazie al piano escogitato dal capitano che questi reietti si ritrovano a confrontarsi sulle proprie esperienze e avventure. “Le devo una storia”, o il più classico “c'era una volta”, sono i ricorrenti segnali con cui i protagonisti deviano dalla storia principale, lanciandosi nei racconti raccapriccianti di episodi personali che, mentre ci aiutano a comprendere il carattere di ciascuno di essi, definiscono le diverse forme che il male più acquistare. E così ci si trova di fronte a orrori lovecraftiani, suggestioni gotiche e inquietanti tradizioni folkloristiche.
Nel mentre il tempo passa e la notte sta per calare, in attesa che Baltimore, se ancora vivo, giunga a salvare i suoi amici e a compiere la sua vendetta. Ma Golden sa benissimo che lo scioglimento deve essere all'altezza dell'intero impianto, e regala un finale pirotecnico, di chiaro stampo cinematografico, firmando forse la sua miglior prova di scrittore.





Commenti (1)

  • marcol ha scritto:
    2010-09-17 15:03:28

    cia nbrtfgvedb bnhgvtbnvcnmbxcxzhvv

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