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23 maggio 2012  



  • Suoni - Live - REPORTAGE
  • Carmen Consoli – Tour Ventunodieciduemilatrenta
di Alessandro De Simone


Abbiamo visto in anteprima il tour rock che la cantantessa porterà nei club italiani nei prossimi mesi. Come sempre un’emozione enorme

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Ci è mancata tanto Carmen Consoli dal vivo, decisamente troppo e non per colpa sua, dato che la bravissima cantautrice, o cantantessa come le piace appellarsi, non si è certo mai privata del calore dei suoi ammiratori. Siamo stati noi di Alphabet City a non timbrare il cartellino con Eva contro Eva, album ostico che evolveva il discorso musicale e narrativo iniziato con L’eccezione, ma forse in maniera troppo radicale per poter essere universalmente apprezzato. Elettra è sotto questo punto di vista un incredibile passo avanti rispetto al precedente, album che non abbandona le sonorità né tantomeno i temi durissimi raccontati dai testi raffinati della Consoli, a cui si abbina una facilità d’ascolto eccezionale, arrivata grazie a un equilibrio notevolissimo delle melodie e degli arrangiamenti, frutto di un lavoro di scrittura e di produzione davvero raro nel mercato italiano. Queste qualità notevoli si riflettono nella decisione della catanese Carmen di raccontare in prima persona questo nuovo viaggio con due tour dalle diverse suggestioni, che racchiudono le molte anime dell’album e della carriera stessa della Consoli.
Dello spettacolo acustico speriamo di dirvi quanto prima; per ora abbiamo avuto il piacere di avere un’anteprima del tour elettrico (o rock, che dir si voglia) Ventunodieciduemilatrenta, in cui l’artista, reduce da un'acclamata preview in quel di New York, si cimenta per la prima volta dal vivo con il basso, con cui flirta da circa dieci anni, complice anche la lunga amicizia con Max Gazzé (chi scrive la vide alle prese con le quattro corde a Roma all'Ippodromo di Capanelle nell’estate del 2000, con Gazzé alla batteria e Paola Turci alla chitarra).
Nell'accogliente cornice del Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, la Consoli, bellissima con il suo nuovo look, minimalista e barocco al contempo, ci ricorda da subito che è ancora la Bambina Impertinente che nel corso degli anni ha scherzato con festival e anfiteatri, ma il gioco lascia subito spazio alla durezza che ha contraddistinto la produzione degli ultimi anni, con due pugni nello stomaco come Matilde odiava i gatti, traccia ai limiti della psichedelia tratta da L’eccezione, e la bellissima Mio zio, racconto di un incesto borghese e taciuto.
L’energia di Carmen live è inconfondibile, anche se si nota ancora la mancanza di una totale confidenza con il nuovo strumento a contatto con il pubblico, una lieve preoccupazione che si ripercuote anche sull’esecuzione vocale, ma che sparisce rapidamente nel corso della performance, soprattutto nelle canzoni più ruvide, come Lingua a sonagli e Venere, alle quali alterna la sempre emozionante Un sorso in più e la canzone scritta per il film di Maria Sole Tognazzi L’uomo che ama, Komm Wieder.
Coadiuvata da Santi Pulvirenti alla chitarra, Leif Searcy alla batteria e Andrea Pesce alle tastiere, eccellente quest’ultimo anche negli arrangiamenti e la ricerca delle suggestioni sonore (bellissima la fuga prog nel finale di Fino all’ultimo), la Consoli ci porta alla fine di questa prima parte della sua nuova avventura concedendosi una bella cover di Devil’s Roof dei Throwing Muses (leggi Kristin Hersh) e poi con un crescendo che si chiude con la canzone che dà il titolo al tour, per un totale di dodici pezzi, più due bis che la cantantessa ha concesso persino a noi, poveri imbrattacarte, concludendo sintomaticamente con Stato di necessità.
Ma non fatevi ingannare dall'apparente breve durata, perché stiamo parlando di uno spettacolo ricco di emozioni e totalmente appagante, come solo Carmen e pochissimi altri sono in grado di offrire alle platee italiane di questi tempi. Senza baracconate circensi, apparati milionari e altri futili orpelli che cercano maldestramente di coprire la mancanza di talento: qui ci sono solo un palco, qualche luce e musica di eccellente fattura.
E Carmen.
Sipario.





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