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  • An Education
di Alessandro De Simone


Nick Hornby scrive per lo schermo la vita della giornalista Lynn Barber. Gradevole opera di formazione, bravissima Carey Mulligan

Carey Mulligan in una scena del film An Education

I romanzi di formazione sono importanti, insegnano a vivere grazie alle esperienze esemplari di personaggi inventati o reali calati nella difficile realtà dell’adolescenza. Da David Copperfield a Holden Cauldfield, passando per tanti altri giovani eroi, ed eroine naturalmente, ognuno di noi ha avuto un amico di carta o di celluoide che lo ha aiutato a superare i nodi fondamentali dell’adolescenza.
Nick Hornby, scrittore inglese autore di alcuni gustosi romanzi divenuti dei piccoli cult, come Febbre al 90° e Alta Fedeltà, ha affrontato il tema della crescita in Un ragazzo e nel più recente Tutto per una ragazza, e proprio per questo si dev’essere sentito piuttosto a suo agio nel raccontare la storia Lynn Barber, giornalista inglese di grande prestigio dalla turbolenta giovinezza.
An Education racconta il primo grande amore di Lynn, diventata nel film Jenny, adolescente londinese esistenzialista che si palleggia tra il duro percorso scolastico che la dovrà portare alla facoltà di lettere di Oxford e il sogno di una vita bohemiene molto parigina. Tra una versione di latino e un disco di Juliette Greco, una prova d’orchestra e l’amato Camus, Jenny incontra David, trentenne affascinante traffichino che si invaghisce di lei, ovviamente ricambiato. La virgulta di belle speranze viene così introdotta alla vita adulta dei club londinesi dei Sixties, alle gite in campagna e ai viaggi a Parigi, fino a mettere in dubbio l’utilità dell’educazione tradizionale rispetto alla ben più formativa università della vita che però, si sa, riserva sempre delle sorprese.
Diretto da Lone Scherfig, regista danese della quale ricordiamo il gradevole Italiano per principianti, An Education ha i suoi motivi d’interesse nella sceneggiatura di Hornby, al suo esordio nella scrittura cinematografica, e nell’eccellente cast. L’autore di Come diventare buoni supera la prova redigendo un compito diligente, punteggiato da alcune linee di dialogo tipiche della sua scrittura pungente e riuscendo a infondere al film una malinconia costruttiva molto british.
Ma la vera sorpresa è la sorprendente Carey Mulligan, davvero magnifica nel ruolo della protagonista, sognante, sensuale, risoluta e con una presenza scenica notevole. Un’attrice di cui sentiremo molto parlare nel prossimo futuro.
Nel complesso, An Education è un compito ben svolto, il che può essere un pregio come un difetto. In questo caso non sarebbe stato affatto sgradevole essere sorpresi da qualche colpo di testa registico o di scrittura, perché è vero che per arrivare a Oxford bisogna applicarsi duramente, ma giocare d’azzardo ti fa entrare a Harvard.





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