Veronesi si addentra nell'annoso dibattito tra genitori e progenie. Si addentra, ma forse non esce
Giovanni Veronesi ha dichiarato che i film dedicati o vengono meglio o vengono peggio. Alla fine di Genitori & Figli – Agitare bene prima dell’uso campeggia sullo schermo la dedica del regista ai suoi genitori. E allora viene spontaneo chiedersi: è riuscito meglio o peggio? E, soprattutto, meglio o peggio rispetto a cosa?
Se non si vuole porre un termine di paragone esterno, e in questo caso non si vuole perché avrebbe davvero una scarsa utilità perdersi tra i mille film sulla famiglia, non resta che confrontare la pellicola con sé stessa, con quello che avrebbe voluto o potuto essere. Genitori & figli è un tema di una ragazzina di quindici anni che, di fronte ad un foglio bianco che le chiede di argomentare le sue istruzioni per l’uso sull’annoso rapporto, decide invece di raccontare la sua intera esperienza di vita negli ultimi mesi. Rispetto a un tema di una ragazzina di quindici anni è riuscito meglio: l’adolescente in questione ha una buona proprietà di linguaggio, che per altro però non intacca la sua credibilità come personaggio, è simpatica, spontanea e, soprattutto, ha il volto davvero convincente, mai smielato o in posa, di Chiara Passarelli, esordiente che ha molto da insegnare alle sue colleghe tutte moine e sospiri un po’ da mocciosi un po’ da mocciani. Claudia è Nina, Nina con i genitori separati da poco, con il fratello razzista e la nonna giocatrice d’azzardo professionista appena sbucata fuori da chissà dove, Nina che si innamora e vive la sua cotta con una naturalezza che fa invidia a buona parte del cinema italiano adolescenziale, Nina che racconta e, per una volta, dà vita ad una voce che non giudica ma espone.
Veronesi, abbandonata la narrazione a episodi, sembra aver acquisito una totale immunità dalla tentazione di fare la morale e lascia che la storia prenda la propria via senza mai dare torto o ragione, limitandosi a far esistere i propri personaggi. Conquista questa che, d’altro canto, conferisce alla pellicola un’aria di strana insensatezza, quasi di incompiutezza, che lascia attoniti a chiedersi come mai all'improvviso si interrompa senza averci poi lasciato molto su cui riflettere. In questo caso il meglio si è trasformato in peggio, anche se a far pendere l’ago della bilancia decisamente dal lato negativo è il cast dei grandi nomi: ognuno dotato di un talento che, se non avessimo già avuto modo di conoscere, stenteremmo a riconoscere nell’interazione tra i vari personaggi. Stona la recitazione perennemente sopra le righe di Placido, perde la vis comica Max Tortora, si spegne la verve della Littizzetto, scivola nel volgare la Ricci e nel dimenticatoio Orlando. Rimane Piera Degli Esposti a fare da ottimo cupido all’unica vera coppia riuscita: Chiara Passarelli e Vittorio Emanuele Propizio.
Genitori & Figli perde così il suo potenziale risultando fin troppo simile ad una foto di classe del liceo, quella che poteva immortalare l’anima della classe, quella non in posa, dove, incomprensibilmente, gli adulti hanno deciso di storpiarsi mettendosi a fare la boccacce.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
Commenti (1)
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A Sneak Peak Into the Art of Indian ha scritto: 2012-05-16 10:10:23
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