Dopo Sherlock Holmes Guy Ritchie trasforma Re Artù in un fanta-action
di Pierpaolo Festa
Il grande successo planetario di Sherlock Holmes gli ha aperto la strada a Hollywood, e adesso Guy Ritchie è il nuovo golden man degli studios. Attualmente al lavoro sulla pre-produzione del sequel di Sherlock (in uscita nel 2011), il regista potrebbe anche finire per dirigere un remake de I quattro dell’oca selvaggia. E adesso la Warner Bros. lo vuole al timone di un nuovo film su Re Artù. Ma non pensate a un film come il magnifico Excalibur di Boorman. L’ennesimo adattamento sui cavalieri della tavola rotonda sarà più fantascientifico e sarà finanziato anche da Hollywood Gang, la stessa compagnia che ha prodotto 300.
A sceneggiarlo sarà Warren Ellis: “Io lo chiamo Untitled Arthurian Project - ha detto – e sarà diverso dai precedenti 751 film su Re Artù. Si concentrerà di più sui cavalieri”.
Guy Ritchie non è il solo incaricato dagli studios di resuscitare Artù. Anche Bryan Singer ha già accettato di sviluppare un remake di Excalibur: ma il giorno in cui vedremo quel film al cinema è ancora molto lontano.
Uno degli ultimi Artù cinematografici è stato il carismatico Clive Owen in King Arthur, pellicola già dimenticata, prodotta da Jerry Bruckheimer e diretta da Antoine Fuqua. In quel caso la premessa era interessante – cercare di presentare il personaggio di Artorius, ufficiale romano veramente esistito – ma il risultato era un action noioso e stanco.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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