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23 maggio 2012  



  • Letture - Libri - Classici
  • Attraverso lo specchio
di Alessandro De Simone


Dal mondo delle meraviglie all’altra faccia della medaglia: oltre lo specchio scopriamo un’opera violenta e terribile come il tempo che passa

Alice attraverso lo specchio

Quante cose si sono dette e scritte su Alice e il suo mondo delle meraviglie, per lei creato da un uomo di Chiesa forse mai cresciuto, forse sin troppo adulto, comunque geniale e con una dote più unica che rara, ovvero la capacità di capire i bisogni e le emozioni di una piccola donna, quantomai desiderosa di crescere e prendere il suo posto nella società.
Alice attraversa lo specchio e viaggia in lande in cui la realtà è solo apparentemente ribaltata. I personaggi, gli incontri, le filastrocche e tutte le altre proiezioni della sua mente sognante altro non sono se non la deflagrazione di una crescita naturale che di lì a poco sarebbe arrivata, prima ancora che per voler degli ormoni, per ragioni di etichetta e convenzione. Carroll capisce perfettamente che la purezza intellettuale di questa fanciulla avrebbe subito dei contraccolpi irreversibili e con Attraverso lo specchio cerca di metterla in guardia, inscrivendo situazioni per lei assolutamente rassicuranti in un vero e proprio campo di battaglia quale è la tavola degli scacchi.
Carroll porta Alice in guerra e le fa compiere un percorso iniziatico di dirompente violenza, la stessa che contraddistingue il passaggio dall’infanzia alla fanciullezza. Dal duello di Tweedledum e Tweedledee, alla ballata del Tricheco e il Carpentiere, Attraverso lo specchio è evidentemente un’opera catartica, in cui la paura del futuro viene esorcizzata con un’infantile desiderio di rottura e di dolore inflitto. Non a caso Alice passa dall’altra parte proprio alla vigilia dell’anniversario della Congiura delle Polveri, il 5 novembre, quando Guy Fawkes cercò di far saltare per aria il parlamento inglese con un gesto tremendo e necessario, aggettivi che possiamo applicare anche alle avventure di questa nuova Alice. L’inversione non è casuale, perché la piccola Liddell è due volte differente rispetto a quella che scorrazzava sei mesi prima nel Paese delle Meraviglie: cresciuta, prima di tutto, ma anche mente riflessa e distorta dal passaggio nel mondo al di là, una follia che Carroll vorrebbe non restasse confinata nel sogno, ma che si potesse impossessare della sua amica per impedirle di diventare un’ordinaria ragazza di buona famiglia inglese.
Come per molte cose riguardanti questa giovane protagonista della storia della letteratura, non sappiamo se alla fine la sua vita da signorina abbia rispettato in tutto i canoni dell’etichetta vittoriana, ma per certo sappiamo che grazie a lei molte giovani donne hanno capito quanto può rendere felici un goccio di sensata follia.





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