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  • The Beauty and the Beast: intervista a NiBa
di Federica Aliano


Scultrice tanto riservata quanto ricca di talento, Niba esprime le sue fantasie e racconta favole a metà fra l'infantile e il fetish. Una femminilità estrema e senza limiti, sensuale e mai volgare, che parla direttamente ai nostri pensieri più remoti

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Riservata quanto affascinante, Niba (al secolo Michela Nibaldi) è una di quelle artiste che si fatica a comprendere sotto l’etichietta “scultrice”. Chi scrive ebbe modo di apprezzarla anche nelle sue precedenti personali romane, e finalmente il desiderio di parlare per curiosare in un processo creativo tanto insolito si è realizzato.
Un materiale antico come la terracotta acquista sotto le mani di Niba valenze nuove e diverse, diventa attualissimo quando non addirittura provocatorio, come nella serie Plastic Pleasure. Donne inguainate dentro tute di latex, nere o colorate, comunque lucidissime e arricchite da borchie, ganci, lacci, in un continuo riferimento al mondo fetish che è l’essenza stessa del contenuto e del contenente. Niente volti, spesso niente seni, arti dislocati dal busto: le donne di Niba sembrano esistere in funzione del proprio indumento. “Sono perché indosso”, sembrano suggerire Greta, Alice, la serie dei bellissimi doppi e tutte le altre, in un continuo impulso erotico sempre sensuale e mai volgare, provocatorio e mai sguaiato.
Questo mese Niba ha presentato nuove sculture alla Mondo Bizzarro Gallery di Roma, tre serie complementari che hanno un unico tema: i gatti sphinx, eleganti e sinuosi felini senza pelo e dalle orecchie grandi. La serie Felish, con gatti adulti e riferimenti più o meno diretti al cinema contemporaneo, Kittens Shiver, con graziosi micetti dalle teste tremolanti, e tre nuovi carillon, “capitanati” da Feline Fatale, anch’essi a tema felino.
Smalti e acrilici sulla terracotta e un’incredibile espressività nelle forme particolareggiatissime.
Moltissimo si potrebbe dire di NiBa, ma lasceremo alle sue stesse parole il compito di spiegare la sua arte, almeno un poco.
Feline Fatale, carillon by NiBa
Questa è la tua terza personale alla Mondo Bizzarro; le altre volte c'erano donne e animali, questa volta solo gatti. Come mai un tema unico?
Innanzitutto ti dirò che sono una gattofila, i gatti mi piaccioni tantissimo specialmente questa razza, gli Sphinx. La scelta è stata anche dettata dal fatto che faccio spesso riferimenti metaforici alla fiabe dove gli animali sono sempre molto umanizzati, prendono i nostri atteggiamenti. Ho scelto questa razza anche perché, con il suo caratteristico pelo cortissimo, è simile alla pelle umana. Ho potuto "tatuare" i gatti e renderli più simili a noi. Poi ovviamente sono contaminati dalla sottocultura underground, come estetica e come abbigliamento, come mio solito.

Parliamo dei materiali che usi. Principalmente ceramica...
È sempre terracotta trattata opaca e poi uso smalti e metalli, a volte, per i carillon.

Cosa vuol dire per te mischiare materiali così diversi?
Mi è sempre piaciuto sperimentare, unire diversi materiali. Con la terracotta mi trovo benissimo e poi mi piace anche per il fatto che posso renderla diversa, nel senso che un materiale così antico (la scultura è da sempre soprattutto in terracotta) viene attualizzato nei miei lavori.

Be' dire attualizzato forse è anche poco…
A volte uso la resina, come per i lavori più piccolini, ma la terracotta è la mia preferita.

Oltre ai carillon, questa volta si muovono anche i gattini con la testa a molla che sembrano un po’ una provocazione... Ricordano quei gadget un po’ infantili da mettere in macchina...
Sono anche quello. L’ispirazione mi è venuta leggendo un articolo dove parlavano dei Magots, bamboline cinesi molto antiche che con i loro movimenti della testa annunciavano i terremoti. Sono state importate in Europa nel 1600 e ora è molto raro trovarle. In effetti però ricordano molto quegli animaletti che si usava mettere nelle macchine negli anni Settanta.
Celina, serie Felish, scultura in terracotta by NiBa
Il tatuaggio sui gatti: come mai?
Rientra nella mia intenzione di rendere l’animale molto più umano, visto anche che la razza sphinx si presta molto. E poi ho cercato di relazionarlo a un pensiero felino, per esempio il Sacro Cuore ha la lisca intorno e non la corona di spine.

Nei titoli delle statue e nelle precedenti mostre si nota una matrice cinematografica della tua creatività. Hai una fonte d’ispirazione ben precisa?
Precisa non direi. Ammiro molto Tim Burton. A volte faccio riferimenti chiari, come nel caso di Celina che è un chiaro omaggio alla Catwoman di Tim Burton, con le cuciture in vista.

Parliamo di come nasce un singolo lavoro. Tu non esponi molto spesso perché sculture di questo tipo richiedono molto rempo per essere realizzate...
Sì, è così. Per prima cosa devo fare una ricerca sul soggetto e sulla sua anatomia, e poi la terracotta ha dei tempi molto lunghi per la realizzazione: prima la modello a mano, poi devo aspettare che si asciughi perfettamente, poi farla cuocere. Quindi la dipingo a mano con smalti e acrilici e aggiungo gli accessori, come le lampo o i laccetti o i ganci metallici.

È più lungo il processo creativo o la realizzazione?
Entrambi, credo. E poi dipende anche dal periodo; per esempio d’estate la terracotta si asciuga più in fretta. La resina è ancora più complessa da lavorare perché prima devo fare un modello, poi ho bisogno di un calco e quindi lavoro una gomma in silicone, poi un controstampo in gesso e infine lavoro all’interno dello stampo stesso.

La volta scorsa avevi esposto anche degli studi. Li hai poi realizzati?
Ancora no perché non c’è stato modo e poi anche perché a me non piace la mezza misura. Per le persone mi piace la grandezza umana e anche per gli animali preferisco la grandezza naturale: cuccioli, femmine, maschi.


The Beauty and the Beast
6 marzo - 1 aprile 2010
Mondo Bizzarro Gallery
via Reggio Emilia, 32 c/d - Roma
www.mondobizzarro.net
Ingresso libero
Catalogo: Mondo Bizzarro





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