Tutti pazzi per amore 2: riusciranno i nostri eroi?
di Valeria Roscioni
Dal 21 marzo ritorna la serie italiana più americana che c’è con una grande sfida: bissare il successo senza tutto il cast
Una presentazione in pompa magna con tanto di flash mob in piena conferenza stampa, un clima allegro e scanzonato, primaverile e delirante, in una parola, pazzo, pazzo come Tutti pazzi per amore 2. La serie ideata da Ivan Cotroneo, infatti, ritorna alla carica più delirante che mai, forte dei miracoli compiuti: elevare il livello della serialità nostrana a quello dei prodotti americani, ringiovanire di ben dieci punti il pubblico di Raiuno e, straordinario davvero, essere acquistato da ben dodici paesi.
Tutti pazzi per amore lo scorso inverno ha abbattuto ogni pregiudizio sulla fiction Made in Italy facendo cantare, ridere, ballare, sognare e commuovere non solo il pubblico, ma anche la critica. Eppure, nonostante la fotografia luminosissima, le scene da musical davvero spassose e l'ironia dirompente con cui viene affrontato il tema amoroso in tutti i suoi risvolti, una nuvola si profila all'orizzonte: il cast non rimane immutato. Laura, la protagonista, non avrà più il volto di Stefania Rocca, ma quello di Antonia Liskova, e un beniamino del pubblico come Neri Marcorè perderà il suo status di personaggio principale. La domanda ci sorge allora spontanea: riusciranno il clima innovativo, la cura nei costumi, i dialoghi di qualità, il cast meravigliosamente in parte, le canzoni cantate e ballate, i buoni sentimenti mai melensi e le emozioni ad avere la meglio su questi cambiamenti? Noi ci auguriamo di sì e, dai primi due episodi abbiamo ragione di pensare che le nostre speranze siano riposte in ottime mani, a comincaire da quelle del regista Riccardo Milani.
In quest'inizio di stagione le coppie che avevamo lasciato lo scorso anno ci sono ancora tutte ed è finalmente arrivato il momento del tanto sospirato matrimonio. Noi non vogliamo anticiparvi altro e vi lasciamo al flash mob che ha interrotto la conferenza stampa dimostrando che, almeno per ora, l'affetto dei fan è assicurato.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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