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  • Dragon Trainer: per grandi e piccini
di Valeria Roscioni


L'ultimo nato di casa DreamWorks rompe gli schemi a cui siamo abituati e irrompe nella nostra fantasia

Dragon Trainer

La favola è per definizione un racconto fantastico dotato, a differenza della fiaba, di una postilla che noi tutti chiamiamo morale. È poi piaciuto al tempo mescolare le carte e così, nei film d’animazione, quest’antica differenza è andata man mano svanendo, tanto che una volta abbandonata l’ispirazione delle fiabe tradizionali cara a Walt Disney, i cartoni sono cresciuti, o meglio hanno visto crescere i loro spettatori i quali, ansiosi di usurpare la poltrona del cinema ai piccini, hanno cominciato a pretendere lungometraggi divertenti, ironici, ricchi di riferimenti e allusioni decisamente adulte. Così come Shrek comanda, il messaggio si è affievolito cedendo il posto ad una narrazione più frivola, e a recuperare la bella abitudine di Perreault sono rimaste solo rare pellicole, esplicitamente destinate ai più piccoli, con l’insegnamento in prima linea a spese di tutto il resto.
A Dragon Trainer basta il primo minaccioso soffio infuocato per incenerire completamente tale retaggio e trasportare lo spettatore, quale che sia la sua età, in un racconto travolgente, senza tempo, appassionante, capace di tenere alta la suspance e di rendere credibili i colpi di scena sia grazie ad una sceneggiatura intelligente, che ad un 3D davvero in grado di aggiungere qualcosa alla narrazione, una rarità in un momento in cui la parola tridimensionale è usata come esca per le masse. Jay Baruchel è Hic in Dragon TrainerNon a caso, l’innovazione parte da personaggi: lasciato da parte il consueto bestiario e la sua infantile alternativa, al centro della vicenda troviamo un adolescente, Hic, diverso dagli altri vichinghi perché esile, introspettivo, imbranato, voce narrante accattivante e dotata della giusta inflessione nerd nei testi e, per lo meno nella versione originale, anche nei toni dell'emergente, e tremendamente somigliante al personaggio, Jay Baruchel, attore alle prime armi dai molti progetti in cantiere. Quest'esserino dinoccolato e lentigginoso si rivolge al pubblico e non gli risparmia qualcosa che non si è affatto abituati a vedere in un cartone animato: l’adolescenza. Porta con sé un gruppo di amci caratterizzato con cura, allegro, scanzonato, parte integrante dello svolgimento della storia e della risata su cui troneggia la bella e indomita Astrid, vichinga dal cuore d’oro e causa dei sospiri di Hic che, nonostante abbia la voce di America Ferrera, possiede un fisico atletico e lunghi capelli dorati la cui acconciatura basterebbe a descriverne il carattere. La vera storia d’amore, però, è quella tra questo vichingo teenager e il drago che pensa di aver catturato ma che finirà per addomesticare grazie a trovate uniche nel loro genere: Sdentato è un drago a cui, come a tutti i suoi simili nel film, non è stato dato il dono della parola a tutto vantaggio dell’espressività, della dolcezza e della comicità.
La storia allora viaggia parallela fino allo scontro finale con Hic che da una parte dovrebbe imparare a uccidere draghi durante l'apposito corso che si tiene nel suo villaggio, dall'altra scopre grazie alla sua sensibilità che la violenza non è la strada migliore da percorrere, anche perché non funzionale. A dir la verità, non importa se dentro di noi lo sapevamo già. Su quei due binari viaggia un treno che porta con sé tematiche fondamentali come la diversità, il bisogno di pace, l’irragionevloezza dietro al pregiudizio e alla cieca battaglia, la mancanza di comunicazione tra genitori e figli, la morte, l’amore, l’amcizia, ma che riesce a non annoiare mai perché nella notte dei tempi Dragon Trainer non ha solo ritrovato la mitologia nordica, ma anche il gusto del lasciato intendere. Come i ragazzini protagonisti, anche gli spettatori sono lasciati liberi di fronte alla scelta tra il rimanere a terra fermandosi all’apparenza oppure salire sul loro drago e volare lontano, alla ricerca di nuovi mondi, nuovi amici e, inevitabilmente, di sé stessi. Per chi avrà volato il finale andrà ben oltre il classico e vissero felici e contenti.





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