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  • Anthony Zimmer: Hollywood a caccia di cinema francese
di Pierpaolo Festa


Prima di The Tourist con Angelina Jolie e Johnny Depp c’erano Sophie Marceau e Yvan Attal, in preda a seduzione e pericolo nelle splendide spiagge della Costa Azzurra

Sophie Marceau in Anthony Zimmer

La scena si apre su un treno per Nizza dove l’impiegato François Taillandier viene rimorchiato da Chiara, peso massimo della bellezza, una di quelle donne che tutti gli uomini sognano di avere una volta nella vita. Per un secondo François avrà la possibilità di riflettere sulla sua scelta: continuare a stare seduto su quel treno o ritrovarsi tra costosissimi ristoranti e Grand Hotel con vista sul mare in compagnia di una magnifica creatura femminile?
A quel punto il regista Jérôme Salle ci mette poco a farlo pentire amaramente della sua decisione e lo travolge in mezzo ad una pioggia di pallottole, inseguimenti ed esplosioni all’interno di una rete di cospirazioni di dimensioni globali.
La trama di Anthony Zimmer non brilla certo per originalità, ma non per questo i produttori americani non hanno esitato a tradurre il copione in inglese, investendo milioni di dollari e ingaggiando star del calibro di Johnny Depp e Angelina Jolie per girarne una nuova versione tra la Francia e Venezia. Capiamo bene il perché: bellissimi paesaggi sullo sfondo, attori sexy e tanto ritmo. C’è una tipica situazione hitchcockiana con un uomo qualunque che viene trascinato in eventi che non avrebbe mai immaginato. E sempre sulla scia del vecchio Hitch c’è un MacGuffin, l’Anthony Zimmer del titolo, un geniale contabile che rimane costantemente off-screen, a cui buoni e cattivi danno la caccia e attorno al quale gira l’intero intreccio. E se Sophie Marceau illumina ulteriormente l’inquadratura già solare per la splendida cornice della Costa Azzurra, Yvan Attal (il signor Gainsbourg nella vita reale) si prende cura del resto dell’intrattenimento impersonando il perfetto loser di turno che a poco a poco comincia a prenderci gusto, trasformandosi in un eroe. Segue anche una trasformazione fisica: via gli occhialetti da nerd e su con la barba incolta e il corpo sigillato da abiti all’ultimo grido.
Dietro la macchina da presa il debuttante Salle (che tre anni dopo ha diretto anche il thriller Largo Winch) dimostra di essere uno dei tanti “figli” di Luc Besson, quei registi che non vedono l’ora di tagliare tutti i dialoghi con l’accetta per far entrare in scena i cattivoni, pronti a far fuoco sui protagonisti. Questo è il vero problema di Anthony Zimmer, la difficoltà di trovare una voce propria, percorrendo ora i binari dell’action frenetico, ora quelli del thriller, ora quelli della commedia rosa. Il tutto culmina in una serie di colpi di scena che si susseguono per paura che altrimenti il pubblico finisca con l’annoiarsi. Twist dopo twist finché nulla ha più senso, ma tutto accade così in fretta che nemmeno ci si accorge dei buchi nella trama.
Girato nel 2005, Anthony Zimmer è un prodotto d’intrattenimento no-brainer. Un film di medio divertimento in cui ad ogni passo verso la seduzione corrispondono due passi verso il pericolo, e siamo certi che in questo Depp e la Jolie potranno benissimo raddoppiare la dose di sensualità e spettacolo. Se necessario, senza avere nemmeno bisogno di un copione. Il film è disponibile in DVD in patria. Un’edizione piena zeppa di extra, visibili con la colonna audio originale (suono 2.0 e 5.1) con sottotitoli in francese. Il formato dell’immagine è il panoramico 2.35 che si ben si addice ai paesaggi marittimi. Tra i contenuti speciali troviamo il Making of, una featurette che paragona gli storyboard alle sequenze sullo schermo e il trailer. Non mancano le easter eggs e la sceneggiatura scaricabile in PDF. Ma la vera chicca è il cortometraggio Le jour de Gràce, una delle prime opere di Salle ambientata nelle trincee della Grande Guerra.





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