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  • Happy Family: The Royal Salvatores
di Alessandro De Simone


Il regista parteno-milanese ci regala un’opera libera e divertente, tra Pirandello e Wes Anderson

Happy Family di Gabriele Salvatores

Gabriele Salvatores è uno di quei registi preziosi che difficilmente delude le aspettative, del pubblico come della critica. Da sempre dedito all’ammirevole arte della sperimentazione, il premio Oscar per Mediterraneo, dopo la quadrilogia della fuga (Marrakech Express, Turné, Mediterraneo, Puerto Escondido), ha esplorato generi e tecniche, girando l’unico film di fantascienza italiano in vent’anni, sperimentando nuovi metodi narrativi e audaci visioni spesso non apprezzate perché non capite (Denti ne è l’esempio più eclatante). Arrivato alla soglia dei sessant’anni e giustamente grato alla vita per non essersene andata quando tutto sembrava perduto, il buon Gabriele ha deciso di regalarsi un po’ di sane risate, prendendo una piéce teatrale di Alessandro Genovesi portata in scena al “suo” Teatro dell’Elfo di Milano e facendone un film.
Happy Family è la storia di Ezio, di professione sceneggiatore perché ricco, che decide di raccontare la storia di due strane famiglie che si conoscono, si fondono e scombussolano la vita al novello Pirandello. Ricco di citazioni e programmaticamente ispirato a I Tenenbaum di Wes Anderson, Happy Family è soprattutto un film che fa della libertà espressiva il suo punto di forza. Salvatores gioca con i colori, i tagli di luce, le inquadrature e i movimenti di macchina, tutto in funzione di una storia semplice e divertente, per molti versi autobiografica in cui i buffi personaggi creati dalla fantasia di Ezio mettono a nudo le paure quotidiane del vivere in società. Amore, vita, morte, amicizia, matrimonio, fuga, tutto viene centrifugato con ritmo scientifico e proposto allo spettatore con gioia ed emozioni vere, grazie anche alla bravura di un cast da applausi, da Fabio De Luigi alle bravissime mamme e mogli Margherita Buy e Carla Signoris, passando per la sorprendente Valeria Bilello, fino agli eccezionali Fabrizio Bentivoglio e Diego Abatantuono, affiatatissimi come ai vecchi tempi.
Happy Family è la dimostrazione che fare cinema significa ancora avere il desiderio di raccontare una storia, anche semplice, cercando di portarla sullo schermo nelle sue forme e modalità più interessanti, senza fermarsi a un linguaggio ormai sempre più televisivo, nel senso peggiore del termine, ma attingendo invece a tutte le forme espressive necessarie a dimostrare che per essere una famiglia felice servono tanti piccoli particolari da non trascurare.





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