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di Daniele Federico


La fotografia multimediale può essere semplice ma di grande impatto

Le Petronas Twin Towers in Malesia. Con luci accese e durante Earth Hour. (The Boston Globe)

Preferite le immagini stampate su carta o visualizzate su un monitor? Non c’è dubbio che ognuno di noi scelga la prima opzione. Da quando i new media hanno iniziato a togliere contenuti alla carta stampata c’è sempre stato chi ha storto il naso. E sebbene siano stati compiuti grandi progessi tecnologici e in breve tempo, non esistono ancora regole stilistiche condivise su come fare uno slideshow, una barra di scorrimento, una gallery o transizioni di immagini fotografiche.
Il Boston Globe, scegliendo la strada della semplicità e della massima cura editoriale, è diventato un esempio guida per tutti coloro che fanno web photoediting. Ogni lunedì, mercoledì e venerdì una nuova serie di immagini in grande formato che tratta un evento di risonanza globale viene selezionata e proposta a un pubblico mondiale. Anche se l’utilizzo di funzionalità multimediali è ridotto al minimo, ci sembrava giusto parlare di questo blog aggiornato da Alan Taylor, lo sviluppatore del sito del Boston Globe.
Per l’occasione abbiamo preso in esame Eart Hour 2010, il racconto fotografico dell’iniziativa di sensibilizzazion globale in cui il WWF ha chiesto a tutti gli abitanti della Terra di spegnere la luce, abbassando il consumo dell’elettricità, per un’ora tutti assieme. Per ribadire l’importanza di un impegno comune alla lotta contro il riscaldamento globale.
L’iniziativa ha avuto luogo per la prima volta in Australia tre anni fa, oggi si è diffusa in tutto il mondo. Sono molte la capitali che si sono fatte coinvolgere. Le fotografie scelte dal Boston Globe sono davvero molto belle: monumenti, grattacieli e paesaggi urbani illuminati ad arte ci danno già di per sé una suggestiva carrellata di luoghi sempre meno lontani. Cliccando sulle immagini abbiamo proprio l’impressione di essere noi stessi a spegnere le luci, per ammirare paesaggi meno artificiosi, ma altrettanto suggestivi e forse più rilassanti. In questo caso non ci poteva essere medium più indicato della fotografia, unita alle possibilità multimediali del web.
Earth Hour è diventato una sorta di osservatorio globale per stati, grandi organizzazioni e studiosi che hanno voluto dare il loro contributo ideologico più che reale. E a qualcuno che avrà certamente criticato l’iniziativa va risposto che Earth Hour non risolverà di per sé il problema. Cos’è un’ora rispetto al consumo mondiale di elettricità/combustibili fossili? Ma certe questioni sono tanto spinose proprio per la loro complessità e perché non esistono risposte facili. Come ha recentemente detto Obama, la questione dell’energia nucleare non può più essere ridotta allo scontro ideologico tra ambientalisti contro e industriali a favore. Il WWF ha creato una delle tante iniziative di sensibilizzazione e la popolazione mondiale, sebbene lontana dalla soluzione, si avvicina sempre più a prendere consapevolezza del problema. La fotografia con i suoi messaggi attraenti e immediati aiuta a cementare nella memoria l’ora della Terra, un evento di cui si continua a parlare. Grazie alle immagini.
Ultima riflessione: alcune delle immagini più spettacolari scelte per rappresentare Earth Hour raffigurano edifici e costruzioni private, come il luccicante YAS Marina Hotel ad Abu Dhabi che sembra aver sfruttato l’iniziativa del WWF per farsi notare. La magnificenza e il consumo elettrico di certe opere architettoniche hanno molto poco a che vedere con il concetto di sostenibilità ambientale.

Earth Hour 2010






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