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  • Sunshine Cleaning: Lava via la morte, lavala via dal cuore
di Federica Aliano


Un film schietto e sincero con un cast eccezionale. Amy Adams e soprattutto Emily Blunt si confermano tra le migliori attrici in circolazione

Emily Blunt e Amy Adams in Sunshine Cleaning

Sul concetto che “lo sporco lavoro qualcuno deve pur farlo” potrebbero girare centiania di film. Sono altrettanti i mestieri a cui solitamente l’uomo comune non pensa, e che non crede di poter fare mai nella vita, a volte perché ne ignora persino l’esistenza. Eppure tante cose che noi diamo per scontate non avvengono da sole: ad esempio vi siete mai chiesti cosa succede a un appartamento dove è stato commesso un omicidio dopo che la polizia scientifica ha terminato le sue indagini? Vi è mai passato per la testa di domandarvi chi pulisce tutto il sangue o gli altri resti, non necessariamente umani? Proprio perché è un lavoro sporco e anche disgustoso (immaginate un monolocale dopo un suicidio, con pile di piatti sporchi e scarafaggi oltre al sangue nella vasca, per esempio), chi lo fa viene pagato piuttosto bene, ed è la soffiata che la ragazza-madre Rose Lorkowski, povera in canna e disperata perché il figlio è stato mandato via dalla scuola, riceve dal suo amante che tutto promette e niente mantiene. Rose mette in piedi così un’impresa di pulizie insieme a sua sorella Norah, con tanto di certificazioni richieste, e si dedica anima e corpo a questa scalcinata attività.
Pian piano però Rose si rende conto che, a parte i drammi personali da superare, pulire le case dopo determinati drammi ha un suo valore. Rose e Norah non si limitano a tirare a lucido, ma entrano nelle vite degli altri, rimettono in qualche modo insieme i pezzi, danno una dignità a chi resta, dopo la morte che già è una sofferenza e se è stata violenta lo è ancora di più, perché ci sono tanti modi per svolgere un compito, ma farlo tenendo bene a mente che siamo esseri umani è certamente il migliore. Ed è così che Rose si rende conto anche che la vita che ha sempre desiderato, da ex cheerleader che usciva con il quarteback e che adesso dovrebbe stare in una bella villa con piscina a dare party per i bambini, magari non è quella che fa per lei, e che la soddisfazione di essere diventata un’imprenditrice dal niente e di restituire in qualche modo alle persone ferite la forza di tirare avanti, vale molto più di quei desideri da principessina viziata.
C’è poi il contraltare, sua sorella Norah che deve ancora elaborare un terribile lutto, che avendo perso sua madre non si rende conto di cosa voglia dire avere un genitore talmente orribile da non volerlo vedere mai più, che si prende il peso immenso del Dolore sul suo fragile corpo. Emily Blunt è un’attrice straordinaria, e lo conferma una volta di più nei panni ribelli e disagiati di Norah. “Era capace di sollevare tutto il dolore del mondo con la sua voce”, dice Lenny Nero della sua Faith in Strange Days. Ebbene, in Sunshine Cleaning Emily Blunt grida, e in quell’istante tutto il dolore del mondo è nel suo grido che resterà inascoltato.
Sunshine Cleaning è un film ironico e profondo, con un cast eccezionale e che vi consigliamo di certo in lingua originale, un film sincero che non racconta la menzogna che “prima o poi andrà tutto bene”. Il dolore vero, quello profondo, è indelebile, e solo accettando che il tarlo continuerà a rodere i propri pensieri si potrà vivere una vera vita.





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