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  • Addio a Raimondo Vianello, l’ultimo signore della TV
di Federica Aliano


Un grande uomo di spettacolo, ottimo attore e instancabile sportivo. Ma soprattutto un gran signore, come non ce ne sono più. A quasi 88 anni si è spento Raimondo Vianello

Raimondo Vianello

Un sorriso coinvolgente, un viso che già da solo era una maschera di varietà. E una donna accanto che oggi lo piange, Sandra Mondaini, compagna di un’intera vita, anima gemella nel privato e nell’arte. Quell’arte che, fedele a se stessa e forte di solide basi, si ripeteva in una formula prenne e vincente.
Raimondo Vianello, che il 7 maggio avrebbe compiuto ottantotto anni, è stato uno dei signori della telvisione italiana, e a dirla tutta era l’ultimo rimasto. Con il suo stile elegante, il suo innegabile charme e soprattutto la sua educazione, è entrato nelle case di milioni di italiani per decenni. Veniva dal teatro, il giovane Raimondo, da quella scuola di talento e di vita che era il varietà degli anni ’50. Carlo Dapporto, Macario, Gino Bramieri, Garinei e Giovannini ma soprattutto Ugo Tognazzi: Vianello ha lavorato in teatro con i più grandi. Satirico come ormai non riusciamo nemmeno più a concepire, quando nel 1959 narrivò in TV, il programma in cui interpretava la parodia del presidente Gronchi venne subito censurato e soppresso. Garbato sì, ma sempre diretto negli attacchi al potere e ai prepotenti. Nello stesso anno ci fu anche l’incontro con la donna della sua vita. Sandra era scattante, colta, intelligente e bellissima, ma soprattutto la sua era una comicità irresistibile che si sposava alla perfezione con quella di Raimondo. Il sodalizio tra i due diede vita ad alcuni dei programmi televisivi più amati.
In seguito, dopo Mike Bongiorno, Vianello fu tra i primi a passare a Mediaset quando il colosso milanese si contrappose alla Rai. I programmi da lui condotti, come Il gioco dei nove, sono a dir poco storici. E anche il suo Pressing non è ancora stato eguagliato dagli odierni contenitori di commenti calcistici. Nel 1998 la Rai lo volle per condurre il Festival di Sanremo: una delle più belle edizioni nella storia del festival, perché Raimondo era un gran signore, l’ultimo della nostra televisione, sempre più urlata e litigiosa.
Lui e sua moglie, nonostante le nuove tendenze dell’intrattenimento, hanno continuato inesorabili a prepetrare il loro modo di fare comicità, e hanno sempre riscosso grande successo. Il longevo show Casa Vianello, affiancato poi da Cascina Vianello, è probabilmente l’unico veicolo che i giovani di oggi hanno avuto per poter apprezzare questo incredibile talento. Chi invece ricorda i siparietti con Sbirulino, pagliaccetto dispettoso sotto la cui parrucca gialla si nascondeva proprio la sua Sandra, sa bene che molti italiani conservano nel cuore un ricordo caro, legato all’infanzia o all’adolescenza, che vede protagonista la coppia d’oro della nostra TV.
Vianello interpretò anche diversi ruoli cinematografici, ma non ebbe mai grosso successo sul grande schermo. La sua figura era l’emblema del buon presentatore, la sua capacità di far sentire gli ospiti a casa propria era rinomata. Dopo cinquant’anni di intrattenimento televisivo di classe, Raimondo Vianello si è spento oggi a Milano. Inutile ribadire quanto ci mancheranno il suo sorriso coinvolgente e le espressioni facciali con cui accettava le “originalità” di sua moglie in TV, fecendoci sentire tutti, in fondo, simili e compresi, come a casa nostra.





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