Il Grande Male e Diario Italiano: i nuovi lavori di David B
di Andrea Grieco
Dopo la mostra al BilBOlBul dedicata a questo artista della nona arte, arrivano in Italia i suoi nuovi lavori, grazie alla Coconino Press
Non c'è dubbio che la recente mostra che il Bilbolbul, il festival internazionale del fumetto che si svolge a Bologna, ha dedicato al maestro d'Oltralpe David B abbia rappresentato il fulcro di quest'ultima edizione della kermesse emiliana. Un avvenimento unico ed emozionante che ha consentito di apprezzare e conoscere al meglio l'opera di uno dei massimi poeti della nona arte, autore che attraverso il suo stilizzato simbolismo indaga la forza arcana insita tanto nei racconti autobiografici che in quelli squisitamente fantastici, sublimando l'eccezionale e l'onirico in un universo linguistico di cui soltanto il suo disegno, come una formula magica, è capace di ricomporre gli arditi processi narrativi. Altrettanto importanti sono i due fumetti che per quest'occasione la Coconino ha dato alle stampe in collaborazione con la Fandango, riproponendo in un solo volume Il Grande Male e il primo dei libri che andranno a comporre il Diario Italiano. Entrambe le opere si originano da esperienze personali, sempre trasfigurate dal lirismo misterico che rappresenta la più incisiva peculiarità espressiva di David B.
La graphic novel, il titolo che richiama esplicitamente la malattia che ha segnato la vita del fratello maggiore del disegnatore, l'epilessia, è unanimamente considerato un capolavoro assoluto, un doloroso, magniloquente affresco che, a partire da una situazione familiare, riesce ad accogliere storie e riflessioni che vanno ben oltre i confini della prospettiva privata. Il Grande Male è il racconto di un'infanzia che da subito percepisce e si confronta con gli ineffabili eventi della vita, con l'assurdo e violento agire degli uomini, come se niente e nessuno fosse immune da una forma cronica di esiziale disfunzione. Le spossanti e vane ricerche per una cura che metta fine al tormento dell'amato fratello, le ombre che dai conflitti bellici e dai soprusi perpetrati nella storia dell'umanità si stagliano a oscurare e minare irrimediabilmente l'animo dei piccoli Jean-Christophe e Pierre-Francoise (questo il nome all'anagrafe di David B.), tutto contribuisce a trasmettere uno struggente senso di impotenza di fronte allo “stato delle cose”. Fortunatamente l'autore trova rifugio immergendosi nel suo mondo di libri, tra le cui pagine ha modo di sviluppare la sua esorbitante immaginazione, grazie alla quale riesce a decodificare la sofferenza patita riplasmandola in tavole visionarie che risucchiano come in un vortice l’occhio del lettore.
Certamente diverso è l’umore che attraversa Diario Italiano, forse perché gli episodi qui narrati, pur nella formula ancor più intima delle annotazioni quotidiane, afferiscono a momenti ed episodi sicuramente meno amari per l’autore, benché resti inalterata la sua modalità labirintica, quasi ancestrale, di connettere eventi biografici, sogni, memorie, pensieri e suggestioni. Spiazzante e corroborante, infatti, è il visitare di David B le terre italiane come un’Alice nel Paese delle Meraviglie, varcando con incredibile nonchalance la soglia della realtà immanente per attraversare gli infiniti regni generati dal campo delle capacità percettive. In tal modo ci si accorge con stupore di essere stati trasportati dalle inconfondibili case e dai caratteristici vicoli di città come Trieste, Venezia e Bologna in luoghi, universi ignoti e strabilianti, in cui vivono comunità di gatti briganti e filosofeggianti, creature viscide e ripugnanti, chimere; percorrere strade è ricostruire le storie, le leggende e le dicerie che echeggiano ataviche negli antichi paesi dello stivale, o provengono dalla sua cronaca locale tingendosi di giallo come nei più oscuri e malsani feuilleton.
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