“Mai teorizzare prima di raccogliere gli indizi. Senza accorgersene, si comincia a deformare i fatti per adattarli alle teorie, invece di adattare le teorie ai fatti”
Reinventare una delle più grandi icone inglesi è molto più che una missione impossibile, ma se troverete la vostra arma segreta, potrete anche riuscirci. E dunque ci chiediamo cosa avrà provato Guy Ritchie ai primi screen test con Robert Downey Jr. sul set di Sherlock Holmes. Come sarà riuscito a gestire tutta quell’emozione nell’aver capito che chi stava davanti a lui era veramente l’eroe di Conan Doyle redivivo?
Dopo aver sbaragliato i botteghini planetari natalizi, il blockbuster della Warner Bros. arriva in DVD pronto ad aggiungere azione, fascino e una dose extra di humour alla vostra serata Home Video. Dal punto di vista tecnico, l’immagine – il cui formato è il 1.85:1 – è stata schiarita ulteriormente rispetto a quanto visto in sala. La fotografia del film è dunque un pizzico meno grezza e permette di godersi in ogni dettaglio tutte le scene notturne (e non sono poche).
E nonostante il nostro Luca Ward faccia un ottimo lavoro nel prestare la voce a Downey (attore che purtroppo non ha ancora un doppiatore fisso), l’edizione DVD di Holmes sarà l’occasione per vedere il film in versione originale (i sottotitoli sono disponibili in una dozzina di lingue, comprese italiano e inglese) e notare il grande lavoro del protagonista. Sapevamo già che l’attore fosse in grado di fare qualunque cosa, ma sentirlo pronunciare le sue battute in un perfetto accento British English riesce a sbalordirci ulteriormente.
Dopo aver passato una serata con Sherlock potrete rimanere seduti per altri tredici minuti e vedere l’unico extra presente nel disco, il documentario Reinventare il personaggio di Sherlock Holmes.
Ancora una volta i contenuti speciali non abbondano (perfino nell’edizione Blu-Ray sono praticamente identici) ed è un gran peccato, dal momento che avremmo almeno voluto vedere qualche sequenza eliminata nel montaggio - inoltre poteva essere l’occasione perfetta per saperne di più sulla genesi del progetto e sulla ricostruzione digitalme della Londra del 1891. Eppure, la breve featurette è un bel frullato di ogni aspetto tecnico, che si focalizza soprattutto sui membri del cast e sulle abilità di Downey. Lo vediamo prepararsi alle scene di lotta in una forma fisica invidiabile, spiazzare Mark Strong mentre improvvisa sul set e divertirsi a più non posso con il suo regista. E soprattutto viene mostrato anche come il quarantacinquenne attore sia perfettamente a suo agio nelle sequenze action e abbia praticato diversi stunt da solo.
Tra le chicche del dietro le quinte scopriamo anche che la gente sul set chiamava Watson, Hotson per sottolineare l'inedito sex appeal del personaggio interpretato da Jude Law.
Ma la vera sorpresa è vedere Guy Ritchie all’opera. Di solito siamo abituati a un uomo serio e di poche parole e lo immaginiamo proprio come uno di quei "tough guys" che ha portato in scena in film come Snatch. In realtà è lui il cuore pulsante del progetto, la fonte primaria di entusiasmo che contagia il set. Lo vediamo all’inizio in giacca e cravatta mentre sorseggia il suo tè come un vero gentleman inglese e, nell’inquadratura seguente, eccolo vestito come una delle comparse del film, pronto a dirigere Rachel McAdams in una scena di lotta.
La serata con Sherlock Holmes può essere vivace e intensa, vederlo per la prima volta sarà come indagare al suo fianco. Se invece conoscete già l’esito della sua avventura, sarà l’occasione per lasciarsi travolgere dal talento di Robert Downey Jr., certamente una delle più grandi star dei nostri tempi.
La Mostra si apre con un’opera solida che solo apparentemente parla di politica. Perché la lealtà conta più delle capacità, molto più spesso di quanto si creda.
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